Orientamento sanitarioGuida pratica

Come parlare con una struttura sanitaria in modo serio ed efficace

Quando qualcosa non va con una struttura sanitaria, il modo in cui ti muovi cambia il risultato. Come usare l'URP, fare una segnalazione e tenere tutto documentato.

Aggiornato: 29 giugno 2026

URP

l'ufficio in ogni ASL e ospedale per informazioni, reclami e segnalazioni

7 giorni

per avere la cartella clinica disponibile (Legge 24/2017)

Per iscritto

fatti, date e copie: una comunicazione documentata pesa di più

Sintesi della guida

Questa guida spiega come comunicare con una struttura sanitaria (ASL o ospedale) in modo serio ed efficace quando qualcosa non va. Descrive il ruolo dell'URP, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico presente in ogni struttura, e come presentare un reclamo o una segnalazione (per lettera, modulo, colloquio o email), con i tempi di risposta di norma intorno ai 30 giorni. Ricorda il diritto di accesso alla documentazione clinica (cartella entro 7 giorni, integrazioni entro 30, ai sensi della Legge 24/2017). Dà indicazioni pratiche per scrivere una comunicazione efficace: fatti, date, tono calmo e copie conservate. Infine chiarisce che il reclamo all'URP è indipendente dall'eventuale azione legale e non la preclude.

Con una struttura sanitaria, il modo in cui comunichi cambia il risultato. Una lamentela sfogata al telefono e poi dimenticata lascia il tempo che trova. Una comunicazione chiara, scritta, con fatti e date, mette la struttura nelle condizioni di risponderti e, se serve, lascia una traccia utile anche dopo. Non serve essere aggressivi né esperti di diritto. Serve essere ordinati, fermi e documentati. Questa guida spiega come.

L'URP, il tuo primo interlocutore

In ogni ASL e in ogni azienda ospedaliera esiste un URP, l'Ufficio Relazioni con il Pubblico. È il punto di riferimento per il cittadino, e si occupa di tre cose: informare e orientare, ricevere reclami e segnalazioni di disservizio, raccogliere osservazioni e suggerimenti.

Quando qualcosa non funziona, una visita saltata senza avviso, un'informazione mai data, un trattamento poco rispettoso, l'URP è il primo posto a cui rivolgersi in modo formale. Non è un ufficio reclami da temere: è lo strumento che il sistema mette a disposizione proprio per ascoltare e rispondere. Lo descrive anche il Ministero della Salute tra gli strumenti di tutela del cittadino.

Reclamo o segnalazione: come si fa

Presentare un reclamo è più semplice di quanto si pensi. Lo schema di riferimento nazionale (il DPCM 19 maggio 1995 sulla Carta dei servizi) prevede più modalità, e oggi le ASL ne aggiungono di moderne:

  • una lettera in carta semplice;
  • un modello già pronto, distribuito dall'URP, da compilare e firmare;
  • una segnalazione telefonica o un colloquio con il responsabile dell'URP;
  • spesso anche email o PEC, secondo le indicazioni della singola struttura.

Qualunque forma scegli, il contenuto conta più del mezzo. I tempi di risposta, fissati dai regolamenti delle ASL, sono di norma intorno ai 30 giorni, con la possibilità di una proroga per i casi complessi, da comunicare all'interessato.

Ottenere la cartella e i documenti

Spesso, per far valere qualcosa, servono i documenti. È un tuo diritto averli. La documentazione clinica disponibile va consegnata entro 7 giorni, e le eventuali integrazioni entro 30 giorni, come previsto dalla Legge 24/2017, art. 4. La prima copia, di norma, ti spetta senza costi.

La richiesta si fa alla struttura, di solito tramite l'URP o l'ufficio cartelle cliniche. Per i passaggi precisi, chi può richiederla e cosa fare in caso di ritardo, c'è la guida dedicata su come ottenere la cartella clinica. Avere i documenti in mano, ordinati, è la base di qualsiasi comunicazione seria.

Una persona scrive una lettera formale a una scrivania ordinata, con i documenti disposti con cura
Fatti, date e copie conservate: una comunicazione scritta e documentata pesa più di uno sfogo.

Come scrivere una comunicazione efficace

Una buona comunicazione scritta non è una questione di parole difficili. È una questione di ordine. Qualche regola pratica:

  • racconta i fatti in ordine di tempo: cosa è successo, quando, dove, chi c'era. La cronologia rende tutto più chiaro;
  • resta sui fatti, non sulle accuse: descrivi cosa è accaduto, non cosa pensi delle persone. I fatti pesano, gli insulti tolgono forza;
  • sii concreto su cosa chiedi: una spiegazione, una risposta scritta, una correzione, un rimborso. Una richiesta chiara è più facile da soddisfare;
  • tieni un tono calmo e fermo: si può essere decisi senza alzare la voce. Anzi, un tono misurato rende la richiesta più credibile;
  • conserva tutto: copia di quello che invii, ricevute, date di invio. Una traccia ordinata vale moltissimo, oggi e in futuro.

Queste sono buone pratiche, non obblighi di legge. Ma fanno la differenza tra una comunicazione che si perde e una che ottiene una risposta.

Reclamo o azione legale?

Capita di chiedersi: se faccio un reclamo, mi sto giocando la possibilità di agire legalmente? La risposta è no. Il reclamo all'URP è una strada distinta e indipendente da quella giudiziaria. Lo prevede lo stesso schema nazionale: presentare osservazioni o reclami non preclude la possibilità di rivolgersi più avanti a un legale.

Sono due cose diverse, con scopi diversi. Il reclamo serve a far presente un disservizio, ottenere spiegazioni e magari una correzione. L'azione legale riguarda i casi in cui si ipotizza un danno e una responsabilità. Una richiesta scritta e la documentazione conservata sono utili in entrambi i casi.

E qui sta il punto in cui l'orientamento può diventare tutela. Se dal disservizio emerge il sospetto di un errore o di un danno, si passa dal far presente al far valere. In quel caso la valutazione del caso, con me e il mio team medico-legale, è gratuita e serve proprio a capire se ci sono elementi concreti su cui lavorare.

Una parte del mio lavoro è leggere quello che le persone hanno scritto, o non hanno scritto, alle strutture. Chi ha tenuto una traccia ordinata, con date e copie, parte avvantaggiato. Chi invece si è solo sfogato a voce, troppe volte non ha più niente in mano quando servirebbe.

Domande di pazienti e caregiver

A chi mi rivolgo se in ospedale è andato storto qualcosa di organizzativo?

Il primo riferimento è l'URP della struttura. Spiega l'accaduto con una segnalazione scritta, indicando fatti, date e cosa chiedi. Conserva una copia. Se il disservizio ha avuto conseguenze sulla salute, oltre alla segnalazione conviene richiedere la cartella clinica e la documentazione, perché potrebbe servire anche per una valutazione successiva.

Ho chiesto la cartella ma non me la danno: cosa faccio?

La documentazione disponibile va consegnata entro 7 giorni, le integrazioni entro 30. Se i tempi non vengono rispettati, conviene mettere la richiesta per iscritto (anche via PEC), citando la Legge 24/2017, e sollecitare l'URP. Se il ritardo persiste, ci si può rivolgere alle vie di tutela previste. La guida su come ottenere la cartella clinica spiega i passaggi nel dettaglio.

Voglio fare un reclamo ma ho paura di essere trattato peggio dopo. È fondato?

Far valere un proprio diritto in modo corretto non dovrebbe esporre a ritorsioni, ed esistono strumenti di tutela proprio per questo. Un reclamo scritto, fattuale e civile, è un atto legittimo. Se hai timori specifici, puoi farti accompagnare nella comunicazione, da un familiare o da un'associazione di tutela dei pazienti.

Quando conviene passare da una segnalazione a un legale?

Quando dal disservizio emerge un possibile danno alla salute, e non solo un disguido organizzativo. Una diagnosi mancata, una complicanza che sembra evitabile, un peggioramento inatteso: in questi casi conviene far valutare la situazione, conservando tutta la documentazione. La prima valutazione del caso è gratuita e serve a capire se ci sono davvero elementi su cui agire.

Franco Stefanini, Patrocinatore Stragiudiziale

Scritto da

Franco Stefanini

Patrocinatore Stragiudiziale dal 1997, esperto in responsabilità medica e tutela del paziente.

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