Guida al risarcimento per errori medici
Risarcimento per errori medici: quando spetta e come ottenerlo
Quando una cura va storta, puoi avere diritto a un risarcimento. Qui trovi quando l'errore è davvero risarcibile, quali danni si possono chiedere, come si calcolano e in quanto tempo. E come provare a ottenerlo senza per forza arrivare in tribunale.
Legge 24/2017
la Gelli-Bianco sulla sicurezza delle cure
5 e 10 anni
i termini di prescrizione
Dal 1997
solo per via stragiudiziale
In breve
Hai diritto a un risarcimento quando un errore medico, e non un normale rischio della cura, ti ha causato un danno. Servono due cose insieme: una colpa e un legame tra quella colpa e il danno. Qui trovi quando l'errore è risarcibile, quali danni puoi chiedere, come si calcolano, i tempi per agire e come muoverti, anche senza una causa.
Cosa significa
Il risarcimento per errori medici, in parole semplici
Non ogni esito negativo è un errore. La medicina ha i suoi rischi, e una complicanza prevista e spiegata non è colpa di nessuno. Si parla di errore quando qualcosa è stato fatto male, o non è stato fatto, e questo ti ha procurato un danno che si poteva evitare.
Per avere un risarcimento servono due elementi, e devono esserci entrambi: una colpa, cioè una disattenzione, un'imprudenza, una mancanza di competenza o il non aver seguito le linee guida, e un nesso, cioè il fatto che proprio quella colpa abbia causato il danno.
Non devi dimostrarlo da solo. Lo si fa con una valutazione medico-legale, che mette a confronto quello che è successo con quello che si sarebbe dovuto fare. La prima lettura del tuo caso, con me e il mio team, è gratuita.
Da vedere
Il risarcimento del danno da errore medico, spiegato
Quando si parla di responsabilità
I due presupposti: la colpa e il nesso
Un risultato negativo, da solo, non basta. Perché ci sia un risarcimento servono due cose, e devono esserci entrambe.
La colpa
Un comportamento che si allontana da quello che ci si aspetta: una disattenzione, una scelta imprudente, una mancanza di competenza, o il non aver seguito le linee guida e le buone pratiche.
Il nesso di causalità
Il danno deve essere una conseguenza di quel comportamento. In sede civile basta che sia "più probabile che non", non serve la certezza assoluta richiesta dal processo penale.

Non esiste un solo errore
I tipi di errore medico
L'errore può nascondersi in punti diversi della cura. Ecco quelli che incontro più spesso.
Errore diagnostico
Una diagnosi mancata, sbagliata o arrivata troppo tardi, quando si poteva fare di meglio.
Errore terapeutico
La terapia sbagliata, il farmaco non adatto, una dose o una tempistica fuori posto.
Errore chirurgico
Un errore durante l’intervento: una lesione evitabile, una garza o uno strumento dimenticati.
Errore nel monitoraggio
Una sorveglianza mancata dopo l’intervento o durante il ricovero, con i segnali d’allarme non colti in tempo.
Consenso mancato
Un consenso non raccolto, o solo formale, senza una vera spiegazione di rischi e alternative.
Cos’è il consenso informatoErrore organizzativo
Carenze della struttura: turni, organico, infezioni contratte in reparto, procedure che non hanno funzionato.
Il cuore del mio lavoro
Ottenere il risarcimento senza il tribunale
Da quasi trent'anni lavoro solo per via stragiudiziale. Spesso un caso si chiude senza mai entrare in un'aula.
Si parte da una valutazione del caso e da una perizia medico-legale. Da lì si presenta la richiesta alla struttura e alla sua assicurazione, e si apre una trattativa. Nella maggior parte dei casi si arriva a un accordo.
Il mio lavoro
La via stragiudiziale
L’alternativa
La via giudiziale
Stragiudiziale
Di solito più rapidi: si tratta direttamente con la struttura e con la sua assicurazione.
Giudiziale
Lunghi: una causa civile può andare avanti anni, tra gradi di giudizio e perizie.
Stragiudiziale
Più contenuti e più prevedibili, senza le spese di un processo.
Giudiziale
Più alti: contributo unificato, consulenze tecniche, spese legali, rischio di pagare anche quelle della controparte.
Stragiudiziale
Se l’accordo non arriva, la strada del tribunale resta comunque aperta.
Giudiziale
Esito incerto: si può perdere, e una sentenza chiude la partita.
Stragiudiziale
Si cerca un accordo, con meno tensione per chi sta già attraversando un momento difficile.
Giudiziale
Posizioni contrapposte, un clima da scontro che può durare a lungo.
Stragiudiziale
Un risarcimento concordato, accettato da entrambe le parti.
Giudiziale
Una decisione del giudice, che le parti devono accettare.
Il punto
La strada più diretta, quando si può percorrerla. L’altra resta aperta, sempre.
Questo non vuol dire rinunciare a qualcosa. Se l'accordo non arriva, la strada del tribunale resta aperta, e in certi casi la legge prevede comunque un passaggio davanti a un giudice prima della causa vera e propria. Ma partire dal dialogo, quando si può, ti fa risparmiare tempo, soldi e le energie che in quel momento servono altrove.
Cosa si può chiedere
I danni che si possono risarcire
Il risarcimento non guarda solo alla salute. Tiene conto della sofferenza, della vita di tutti i giorni e anche delle conseguenze economiche.
La persona
Danno non patrimoniale
Danno biologico
La lesione all’integrità psico-fisica, accertata dal medico legale e misurata in punti di invalidità.
Danno morale
La sofferenza interiore: il dolore, l’angoscia e il turbamento che derivano da quello che è successo.
Danno relazionale
Il peggioramento della vita di tutti i giorni: relazioni, attività e abitudini che non sono più le stesse.
Il portafoglio
Danno patrimoniale
Danno emergente
Le spese che hai già sostenuto: cure, esami, assistenza, spostamenti, riabilitazione.
Lucro cessante
Il guadagno perso: i giorni di lavoro mancati o una capacità di reddito ridotta nel tempo.
Spesso più voci concorrono nello stesso caso, e a volte entra in gioco anche il danno da perdita di chance, cioè la possibilità di guarigione o di sopravvivenza che un errore ha tolto. Quali voci valgono per te lo dice la valutazione del caso.

Come si quantifica
Come si calcola il danno
Esiste un metodo condiviso, ma ogni caso fa storia a sé.
Per il danno non patrimoniale, tra i riferimenti più usati in Italia ci sono le Tabelle di Milano, elaborate dall'osservatorio sulla giustizia civile del Tribunale di Milano.
Il calcolo parte dal punto di invalidità, cioè la percentuale di danno permanente stabilita dal medico legale, e dall'età. Questi due dati, incrociati nelle tabelle, danno un valore di base.
A quel valore si aggiungono la personalizzazione per la sofferenza, i giorni di malattia e le voci economiche: le spese sostenute e il reddito perso.
Punto di partenza
Punto di invalidità ed età
Il medico legale stabilisce la percentuale di invalidità permanente. Insieme all’età, è la base del calcolo.
Il riferimento
Le Tabelle di Milano
Punto di invalidità ed età si incrociano nelle tabelle, uno dei riferimenti più usati in Italia per il danno non patrimoniale.
L’adattamento
La personalizzazione
Al valore base si aggiungono la sofferenza soggettiva, i giorni di malattia e le voci patrimoniali, cioè spese e reddito perso.
Da tenere a mente
I valori delle tabelle sono indicativi e vengono aggiornati periodicamente. La cifra che spetta davvero a te nasce solo dalla valutazione del tuo caso.
Attenzione
I valori delle tabelle sono indicativi, vengono aggiornati nel tempo e i criteri di calcolo possono cambiare. Diffida di chi ti promette una cifra precisa al primo colloquio: il numero reale nasce solo dopo aver letto la cartella e aver fatto valutare il caso dal medico legale.
Hai meno tempo di quanto pensi
Tempi e prescrizione: 5 anni o 10 anni
Il tempo per agire dipende da contro chi ti rivolgi.
La legge fissa due termini diversi, e cambia tutto a seconda che la richiesta sia rivolta al medico o alla struttura sanitaria.
Contro il medico
Responsabilità extracontrattuale
5 anni
Il singolo professionista, di norma, risponde con il termine più breve.
Contro la struttura sanitaria
Responsabilità contrattuale
10 anni
L’ospedale o la clinica, legati al paziente da un contratto, rispondono con il termine più lungo.
Il conto alla rovescia parte di solito da quando il danno è diventato riconoscibile, non per forza dal giorno dell’intervento: conta soprattutto per le diagnosi che arrivano tardi. Una richiesta formale interrompe la prescrizione, ma il tempo gioca contro: farsi valutare presto è il modo migliore per non perderlo.
Da mettere insieme
I documenti utili per valutare il tuo caso
Più materiale riesci a raccogliere, più la valutazione è precisa. Se ti manca qualcosa, non è un problema: si recupera.
- La cartella clinica completa: puoi chiederne copia alla struttura, è un tuo diritto.
- Referti, esami e immagini diagnostiche: radiografie, TAC, risonanze.
- Il consenso informato che hai firmato.
- Le lettere di dimissione e i verbali del pronto soccorso.
- Le prove delle spese sostenute: scontrini, fatture, ricevute.
- La documentazione del lavoro o del reddito perso, se c’è stato.
- Un tuo racconto di cosa è successo e con quali tempi, anche solo degli appunti.


La prospettiva di Franco
Il risarcimento serve a rimettere le cose a posto
Dal 1997 mi occupo di responsabilità medica e tutela del paziente, sempre fuori dal tribunale. Le persone arrivano da me arrabbiate, a volte distrutte, e ho imparato che quasi nessuno cerca davvero una vendetta.
Quello che cercano è un riconoscimento, e i mezzi per pagare le cure e recuperare quello che hanno perso. È questo che serve, non punire qualcuno.
Per questo lavoro per via stragiudiziale. È più veloce, ed è meno duro per chi sta già soffrendo. Tiene la persona al centro, invece di trascinarla in una guerra di anni.
E quando un caso non ha gli elementi per andare avanti, lo dico con chiarezza, subito dopo la valutazione medico-legale. Quella valutazione è gratuita, e serve proprio a evitarti di rincorrere una strada che non porta da nessuna parte.
Se hai un dubbio
Quando vale la pena far valutare il tuo caso
Non serve essere sicuri di niente per chiedere. Vale la pena far valutare il caso quando una complicanza è arrivata senza spiegazioni, quando una diagnosi è mancata o è arrivata tardi, quando dopo un intervento qualcosa è peggiorato in un modo che non ti aspettavi.
E vale la pena farlo presto. I termini di prescrizione corrono, e prima si guarda la cartella, più sono le strade che restano aperte.
Pensi di aver subito un danno da un errore medico?
Posso valutare gratuitamente il tuo caso con il mio team medico-legale. Chiedere informazioni non ti obbliga a iniziare nulla.
Richiedi la valutazione gratuitaDomande frequenti
Le domande più comuni sul risarcimento per errori medici
Quando si può parlare di errore medico?
Quando c’è una colpa, cioè un comportamento che si allontana dalla buona pratica, e quando quella colpa ha causato un danno. Una complicanza prevista e spiegata, da sola, non è un errore.
Una complicazione è sempre colpa del medico?
No. La medicina ha rischi suoi, e non tutto ciò che va storto dipende da un errore. La domanda giusta è se il comportamento si è allontanato da quello che ci si poteva aspettare. A dirlo è la valutazione medico-legale.
Devo per forza fare causa per ottenere un risarcimento?
No. Molti casi si chiudono per via stragiudiziale, trattando con la struttura e con la sua assicurazione, senza arrivare a un processo. È il lavoro di cui mi occupo. Se la trattativa non porta a un accordo, la strada del tribunale resta comunque aperta.
Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento?
Dipende da contro chi agisci: cinque anni nei confronti del medico, dieci nei confronti della struttura sanitaria. Il termine di solito parte da quando il danno è diventato riconoscibile. Meglio muoversi presto, perché una richiesta formale interrompe la prescrizione.
Come si calcola quanto mi spetta?
Per il danno non patrimoniale si parte dal punto di invalidità e dall’età, incrociati nelle Tabelle di Milano, a cui si aggiungono la personalizzazione e le voci economiche. I valori delle tabelle sono indicativi: la cifra reale nasce dalla valutazione del tuo caso.
Quali documenti servono per valutare il mio caso?
Soprattutto la cartella clinica, che puoi chiedere alla struttura, e poi referti, esami, il consenso firmato, le lettere di dimissione e le prove delle spese e del reddito perso. Se ti manca qualcosa, ti aiutiamo a recuperarlo.
Quali tipi di danno posso chiedere?
Il danno biologico, morale e relazionale, che riguardano la persona, e il danno patrimoniale, cioè le spese sostenute e il guadagno perso. In alcuni casi entra in gioco anche il danno da perdita di chance.
La valutazione del mio caso ha un costo?
No. La prima lettura del caso, con me e il mio team medico-legale, è gratuita e non ti impegna a nulla. E se non ci sono gli elementi per andare avanti, te lo dico con chiarezza.

Scritto da
Franco Stefanini
Patrocinatore Stragiudiziale dal 1997, esperto in responsabilità medica e tutela del paziente.
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