Responsabilità medica · Dal 1997
Patrocinatore Stragiudiziale per la tutela del paziente
Se sospetti un errore medico, c'è una strada seria prima del tribunale. Dal 1997 affianco pazienti e famiglie nella fase stragiudiziale, quella che spesso evita la causa.

Dal 1997
Esperienza nella tutela del paziente
500+
Casi seguiti in tutta Italia
95%
Risolti senza arrivare in tribunale
4 sedi
Prato, Milano, Torino e Bari
Che cos’è un patrocinatore stragiudiziale
Il patrocinatore stragiudiziale assiste il paziente, o i suoi familiari, nella fase che viene prima del tribunale. Quando qualcosa va storto in un intervento, in una diagnosi mancata, in un ricovero, quasi mai la prima cosa che serve è una causa. Serve capire se c'è stato davvero un errore, raccogliere le prove giuste e provare a ottenere un risarcimento parlando direttamente con la struttura sanitaria e con la sua assicurazione. Questo è il lavoro del patrocinatore stragiudiziale.
La parola "stragiudiziale" spaventa, ma il concetto resta semplice. Vuol dire "fuori dal giudizio", cioè fuori dal tribunale. La tutela extragiudiziale comprende tutto quello che si può fare per difendere i diritti di una persona senza aprire un processo: analizzare la documentazione, far valutare il caso da un medico legale, contestare formalmente l'accaduto alla struttura, trattare una proposta di risarcimento. Molte vicende di responsabilità medica si chiudono proprio così, con un accordo, senza mai vedere un'aula di tribunale. Nei casi che segue Franco Stefanini questo accade in circa il 95% delle situazioni.
Cosa fa, in concreto
Il patrocinatore stragiudiziale segue chi ha subito un danno da responsabilità medica in tutte le fasi che precedono la causa e che, nella maggior parte dei casi, la sostituiscono. Il lavoro parte sempre dai documenti e dai fatti. Mai dalle promesse.
- Studia la cartella clinica e tutta la documentazione sanitaria, per capire cosa è successo davvero.
- Fa valutare il caso sotto il profilo medico-legale, così da stabilire se l'errore esiste e quanto pesa.
- Prepara e invia alla struttura la contestazione formale, la cosiddetta messa in mora.
- Conduce la trattativa con la struttura e con la compagnia di assicurazione fino alla definizione del risarcimento.
Chi vive una situazione del genere spesso si sente solo davanti a ospedali, periti e assicuratori. Magari non sa nemmeno da dove iniziare, oppure teme di firmare qualcosa di sbagliato. Il patrocinatore mette ordine, traduce il linguaggio tecnico e porta avanti la trattativa al posto della persona danneggiata. Puoi vedere come si articola tutto questo nella pagina dedicata a i servizi e seguire ogni fase, una dopo l'altra, leggendo l’iter stragiudiziale passo per passo.
E rispetto all'avvocato?
Qui sta la differenza che genera più confusione. Il patrocinatore stragiudiziale ha competenze specifiche sulla tutela del paziente, sulla normativa in materia di sicurezza delle cure e sulla trattativa che precede la causa. L'avvocato è invece la figura che rappresenta una persona in giudizio, davanti al giudice, quando il processo diventa inevitabile. Sono due ruoli che possono lavorare insieme: se la trattativa stragiudiziale non basta e bisogna andare in tribunale, entra in gioco l'avvocato. Nella grande maggioranza dei casi, però, una contestazione ben costruita e una trattativa condotta con metodo permettono di chiudere prima, in tempi più ragionevoli e con meno stress per chi ha già sofferto abbastanza.
Come dice Franco: "Non sono un avvocato, sono un professionista che ha scelto di specializzarsi in ciò che accade prima del tribunale, e spesso lo evita."
E c'è un dettaglio pratico che vale la pena conoscere prima di scegliere a chi rivolgersi. Il patrocinatore lavora sul caso fin dai primi giorni, quando ancora si sta capendo cosa è successo, e accompagna la persona passo dopo passo senza buttarla subito dentro un contenzioso. Per molte famiglie significa avere qualcuno che spiega le carte, risponde alle domande e dice con onestà se vale la pena andare avanti oppure no.
La professione del patrocinatore stragiudiziale rientra tra le professioni non organizzate in ordini ai sensi della Legge 4/2013, e ha una sua norma tecnica di riferimento. Per chi vuole approfondire l'inquadramento della figura esiste la norma UNI per il patrocinatore stragiudiziale. Quello che conta, per chi cerca aiuto, è sapere che dietro questo nome difficile c'è una persona che ascolta, studia il caso e prova a ottenere giustizia nel modo più diretto possibile.
Le differenze
Patrocinatore stragiudiziale o avvocato?
Patrocinatore stragiudiziale o avvocato? Non sono due figure in competizione. Lavorano su fasi diverse della stessa tutela e spesso si completano a vicenda: il patrocinatore segue la trattativa che precede ed evita la causa, l'avvocato entra quando serve il giudizio. Capire chi fa cosa ti aiuta a partire dal passo giusto.
Come funziona la tutela stragiudiziale
Quando qualcosa va storto durante una cura, all'inizio manca soprattutto la chiarezza. Cos'è successo davvero? La struttura o il medico hanno una responsabilità? E si può dimostrare senza finire subito in tribunale? La tutela stragiudiziale nasce per dare risposta a queste domande, con un metodo ordinato e senza fretta. Qui sotto trovi l'iter passo per passo, così sai già cosa aspettarti.
1. Raccolta della documentazione e della cartella clinica
Tutto parte dai documenti. Servono la cartella clinica completa, i referti, gli esami, le lettere di dimissione e le eventuali fatture. Capita spesso che le persone non sappiano di avere diritto a una copia integrale della propria cartella. Altre volte ricevono materiale incompleto, con pagine mancanti o esami che non tornano. In questa fase il lavoro consiste nel recuperare ogni pezzo e rimetterlo in ordine. Senza una base documentale solida nessuna valutazione regge davvero. Se vuoi capire come muoverti già adesso, leggi come fare una segnalazione efficace.
2. Valutazione medico-legale del caso
I documenti da soli non bastano. Vanno letti con occhio tecnico. Qui entra in gioco la valutazione medico-legale, che stabilisce se la condotta sanitaria si è discostata da quello che andava fatto e se quel comportamento ha causato un danno concreto. E' il momento in cui un caso prende forma, oppure si capisce, in modo onesto, che non ci sono margini. La prima valutazione è gratuita. Si lavora a risultato, quindi aprire una pratica che non sta in piedi non avrebbe senso per nessuno.
3. Messa in mora della struttura sanitaria
Se la valutazione conferma una responsabilità, si scrive formalmente alla struttura. La messa in mora è l'atto con cui si contesta l'accaduto, si chiede il risarcimento e si interrompono i termini di prescrizione. Niente lettera di protesta generica. Parliamo di un documento preciso, costruito per aprire il confronto in modo serio e mettere subito la controparte davanti ai fatti. Per vedere come si costruisce, c'è una guida dedicata, la lettera di messa in mora.
4. Trattativa con la struttura e con l'assicurazione
Ricevuta la messa in mora, la struttura e la sua compagnia assicurativa rispondono. Da qui inizia la trattativa vera e propria, dove si discute il riconoscimento della responsabilità e l'entità del risarcimento. E' la parte più delicata. Dall'altra parte ci sono periti e legali abituati a contenere le richieste, a guadagnare tempo, a far valere ogni dettaglio a loro favore. Avere chi tratta per te, con i numeri e la documentazione in mano, fa una differenza enorme su quanto ti viene riconosciuto.
5. Definizione con il risarcimento
La maggior parte delle pratiche si chiude qui, con un accordo e un risarcimento, senza causa. Circa il 95% dei casi seguiti da Franco Stefanini si definisce in via stragiudiziale. Tempi più brevi, meno usura emotiva, nessuna aula di tribunale da affrontare. E se invece la struttura non collabora? Allora si valuta l'azione giudiziale insieme a un avvocato, che a quel punto interviene con tutto il lavoro già pronto e ordinato.
Vuoi vedere ogni fase con più dettaglio? Trovi l'iter stragiudiziale passo per passo spiegato per esteso.
Quando rivolgersi a un patrocinatore stragiudiziale
Molte persone arrivano qui dopo che qualcosa, durante una cura o un ricovero, non ha funzionato come doveva. E spesso non sanno nemmeno se quello che è successo conti davvero come errore. Avere dubbi è normale. Chiedere una valutazione serve proprio a togliersi questi dubbi, a capire se c'è un caso prima ancora di decidere cosa fare.
Ci sono situazioni che tornano più spesso di altre. Se ti riconosci in una di queste, vale la pena parlarne con qualcuno che sappia leggerle.
- Sospetto di errore medico. Una diagnosi arrivata troppo tardi, un trattamento sbagliato, qualcosa che ti è stato detto e poi smentito dai fatti.
- Danno dopo un intervento o un ricovero. Esci dall'ospedale in condizioni peggiori, con un problema che prima non avevi.
- Complicanza che nessuno ti ha spiegato. Magari ti senti liquidato con una frase generica, senza una vera risposta su cosa sia accaduto.
- Peggioramento dopo una cura. La terapia doveva aiutare e invece la situazione è andata indietro.
- Dubbi su un decesso in ospedale. La morte di un familiare, con troppe domande rimaste senza risposta.
- Consenso informato mancato o firmato senza spiegazioni. Non ti hanno illustrato rischi e alternative, oppure hai firmato un foglio che nessuno ti ha letto.
Chiedere, in nessuno di questi casi, significa per forza fare causa. La prima valutazione del caso è gratuita. Serve a guardare i documenti con occhio competente e a dire, in modo onesto, se c'è fondamento. Da lì decidi tu, con calma, senza esserti impegnato a niente.
Il lavoro parte dall'analisi della cartella clinica e di tutta la documentazione che hai. Poi viene una lettura medico-legale di quello che è accaduto, fatta da chi sa distinguere una complicanza prevista da un vero errore. Quando il caso regge, si apre la trattativa con la struttura sanitaria e la sua assicurazione, e la maggior parte delle situazioni si chiude prima del tribunale. Significa tempi più brevi e meno logoramento per te e per la tua famiglia. Ma se la controparte non si muove, restano aperte tutte le strade per andare avanti.
Una cosa utile da ricordare: i termini per agire non sono infiniti, quindi muoversi presto aiuta a non perdere documenti, ricordi e possibilità. Anche solo una telefonata, all'inizio, basta a capire se vale la pena approfondire.
Se vuoi vedere come funziona davvero, puoi leggere alcuni casi reali ricostruiti: storie diverse tra loro, utili per riconoscere la tua.
Non sono un avvocato, sono un professionista che ha scelto di specializzarsi in ciò che accade prima del tribunale, e spesso lo evita.
Perché affidarsi a Franco Stefanini
Quando si ha il sospetto di un caso di malasanità, il primo ostacolo non riguarda la legge. Riguarda il capire a chi parlare. Franco Stefanini fa il patrocinatore stragiudiziale dal 1997 e da allora si occupa di un solo ambito, la responsabilità medica. Niente cause di lavoro, niente sfratti, niente diritto di famiglia. Tutela chi ha subito un danno da un errore sanitario, e basta.
In quasi trent'anni ha seguito oltre 500 casi in tutta Italia. La maggior parte si è chiusa senza mai vedere un'aula di tribunale, circa il 95% si risolve in via stragiudiziale, con la trattativa che precede ed evita la causa. Per chi si rivolge a lui vuol dire meno tempo perso, meno stress e spesso un risarcimento che arriva prima.
Esperienza concentrata, non dispersa
La competenza di Franco poggia su due gambe. C'è la conoscenza medico-legale, quella che serve a capire se davvero ci sia stato un errore o se l'esito negativo fosse purtroppo possibile anche con cure corrette. E c'è la padronanza della Legge 24/2017, la Gelli-Bianco sulla sicurezza delle cure, che ha cambiato il modo in cui si tutela il paziente. Con questi due strumenti si costruisce un caso solido, prima ancora di parlare di cifre.
Lavora con sedi a Prato, Milano, Torino e Bari, e segue assistiti in ogni regione.
Il modo di lavorare
Chi bussa alla sua porta di solito porta con sé una storia difficile e tante domande. Per questo la prima cosa che trova è ascolto, senza fretta e senza moduli da compilare al volo. Poi arriva la chiarezza, che a volte significa anche dire di no. Se un caso non sta in piedi, lo dice subito, perché illudere una persona già provata sarebbe la cosa peggiore.
Il resto è metodo e risultato concreto:
- Prima valutazione gratuita. Il caso viene esaminato senza alcun costo iniziale.
- Lavoro a risultato. Franco viene compensato solo se il caso si risolve, quindi i suoi interessi e i tuoi vanno nella stessa direzione.
- Una guida unica. Dalla raccolta della cartella clinica fino alla definizione del risarcimento, segue lui ogni passaggio.
Un altro punto che fa la differenza è la continuità. Non passi di mano in mano tra persone diverse, parli sempre con lo stesso interlocutore, che conosce la tua pratica nei dettagli. E quando hai un dubbio, sai a chi chiedere.
Se vuoi conoscere meglio la sua storia, i valori e il metodo, qui trovi chi è Franco. E se magari ti stai chiedendo se il tuo caso meriti un parere, una telefonata e qualche documento bastano per cominciare.
Una professione seria e riconosciuta
Capita di sentirsi chiedere se il patrocinatore stragiudiziale sia una figura "vera", con regole chiare alle spalle. La risposta è sì. Si tratta di una professione non organizzata in ordini ai sensi della Legge 4/2013, la stessa norma che disciplina molte professioni intellettuali prive di un albo. Non avere un ordine non vuol dire lavorare senza criteri. Vuol dire che la professione è regolata da una legge dello Stato e da requisiti tecnici precisi, che chiunque può consultare e verificare.
A definire competenze, conoscenze e abilità del patrocinatore stragiudiziale c'è poi una norma tecnica UNI dedicata. E' un riferimento che pesa, perché fissa cosa deve sapere e cosa deve saper fare chi svolge questo lavoro. Puoi consultarla qui: norma UNI per il patrocinatore stragiudiziale.
In concreto, la Legge 4/2013 e la norma UNI portano alcune garanzie per chi si affida a un professionista come Franco Stefanini:
- un quadro normativo chiaro che riconosce la professione e tutela l'utente
- requisiti di competenza e aggiornamento definiti da una norma tecnica nazionale
- trasparenza su cosa il professionista può fare e su come lavora
- la possibilità di verificare in autonomia le regole della categoria
C'è poi la differenza con l'avvocato, che ancora oggi confonde parecchie persone. L'avvocato rappresenta il cliente in giudizio, davanti al tribunale. Il patrocinatore stragiudiziale è specializzato nella tutela del paziente e nella trattativa che precede ed evita la causa. Ruoli distinti, spesso complementari: quando la causa serve davvero, interviene l'avvocato. Come dice Franco: "Non sono un avvocato, sono un professionista che ha scelto di specializzarsi in ciò che accade prima del tribunale, e spesso lo evita."
Dietro a tutto questo ci sono oltre 500 casi di responsabilità medica seguiti dal 1997 in tutta Italia, con circa il 95% chiuso in via stragiudiziale. Numeri costruiti caso dopo caso, non slogan. Se vuoi capire meglio come Franco lavora, puoi leggere chi è e quali valori guidano il suo metodo e quali sono i suoi servizi.
Approfondisci
L’iter stragiudiziale passo per passo
Dalla segnalazione alla definizione del risarcimento.
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Guide pratiche per pazienti e caregiver.
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Il romanzo di Agnese Bosco e Franco Stefanini.
VaiDomande frequenti
Domande sul patrocinatore stragiudiziale
Cosa fa un patrocinatore stragiudiziale?
Si occupa di tutelare il paziente prima del tribunale, nella fase stragiudiziale. In concreto raccoglie la documentazione e la cartella clinica, fa valutare il caso dal punto di vista medico-legale, mette in mora la struttura sanitaria e tratta con lei e con l'assicurazione fino al risarcimento. L'obiettivo è chiudere la vicenda con un accordo, senza dover arrivare alla causa. Trovi l'iter passo per passo nella guida al percorso stragiudiziale.
Che differenza c'è tra patrocinatore stragiudiziale e avvocato?
L'avvocato rappresenta in giudizio, davanti al tribunale. Il patrocinatore stragiudiziale è specializzato nella tutela e nella trattativa che precede la causa e spesso la evita. Come dice Franco Stefanini: "Non sono un avvocato, sono un professionista che ha scelto di specializzarsi in ciò che accade prima del tribunale, e spesso lo evita." I due ruoli possono essere complementari: se poi serve davvero la causa, interviene l'avvocato. Approfondisci su chi sono.
Quanto costa rivolgersi a un patrocinatore stragiudiziale?
La prima valutazione del caso è gratuita. Franco lavora a risultato, quindi viene compensato solo se il caso si risolve. Questo vuol dire che chi si rivolge a lui non anticipa parcelle per scoprire se ha ragione. Puoi vedere come funziona il metodo nella pagina servizi.
Quando conviene rivolgersi a un patrocinatore stragiudiziale?
Quando pensi di aver subito un danno da un errore medico e non sai da dove partire. Prima ti muovi, prima si possono recuperare cartella clinica e documenti utili a ricostruire cosa è successo. Una valutazione iniziale serve proprio a capire se c'è una responsabilità medica e se il caso ha basi solide. Se vuoi solo orientarti, dai un'occhiata anche all'orientamento sanitario.
E' una figura riconosciuta?
Sì. Il patrocinatore stragiudiziale rientra tra le professioni non organizzate in ordini ai sensi della Legge 4/2013. Esiste anche una norma UNI per il patrocinatore stragiudiziale che ne definisce i requisiti tecnici. Franco esercita questa professione dal 1997, sempre nell'ambito della responsabilità medica, con la conoscenza della Legge 24/2017 Gelli-Bianco sulla sicurezza delle cure.
Opera in tutta Italia?
Sì. Franco ha sedi a Prato, Milano, Torino e Bari, e ha seguito oltre 500 casi in tutta Italia. Circa il 95% di questi si è chiuso in via stragiudiziale, senza arrivare in tribunale. La distanza non è un problema: gran parte del lavoro su documenti, valutazioni e trattativa si gestisce anche a distanza. Puoi leggere casi reali come quello di Giulia e di Pietro.
Hai un dubbio su un caso di malasanità?
La prima valutazione è gratuita. Guardo i documenti con il mio team medico-legale e ti dico con onestà se c'è un caso, senza impegno.
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Scritto da
Franco Stefanini
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