Tutte le guideCome Tutelarsi

Come fare una segnalazione efficace: la differenza tra una protesta e una tutela

Aggiornato: 5 aprile 2026

Sintesi della guida

Questa guida spiega la differenza tra una segnalazione generica e una segnalazione efficace in ambito sanitario. Descrive gli elementi che una comunicazione formale deve contenere per ottenere risultati concreti: apertura del sinistro, interruzione della prescrizione, avvio dell'istruttoria. Si basa sulla Legge 24/2017 e sulla normativa italiana in materia di responsabilità sanitaria.

La prima reazione di una persona che subisce un danno in ambito sanitario è quasi sempre la stessa: "Devo segnalare questa cosa". È una reazione giusta. Ma il problema non è segnalare. Il problema è come.

Una segnalazione all'URP dell'ospedale, una lettera di protesta alla direzione sanitaria, un reclamo al telefono: tutte queste azioni hanno un valore umano, ma dal punto di vista giuridico e pratico sono quasi irrilevanti. Non interrompono la prescrizione, non obbligano la struttura ad aprire un sinistro, non attivano nessuna procedura formale di risarcimento.

La differenza tra una protesta e una tutela non sta nell'intensità delle emozioni. Sta nella tecnica.

Segnalazioni sanitarie in Italia: cosa funziona e cosa no

Dati AGENAS-SIMES e Cittadinanzattiva su denunce di sinistro e reclami formali

0+

Denunce di sinistro rilevate da AGENAS ogni anno (stima nazionale)

0%

% reclami generici all’URP che portano a un risultato concreto

0%

Segnalazioni formali con apertura sinistro

0%

Pratiche stragiudiziali con esito positivo

Fonte: AGENAS, Monitoraggio Nazionale Denunce Sinistri (SIMES); Cittadinanzattiva, Rapporto PIT Salute; elaborazione su casistica stragiudiziale

Perché le segnalazioni "normali" non bastano

Per capire perché una segnalazione generica non funziona, bisogna capire come funziona il sistema dall'altra parte.

Quando un paziente scrive all'URP per lamentarsi di un trattamento, l'ospedale ha l'obbligo di rispondere entro 30 giorni. La risposta, nella grande maggioranza dei casi, è una lettera formulare che dice qualcosa come: "Abbiamo preso atto della sua segnalazione e provvederemo a verificare". Fine. Nessun sinistro aperto, nessuna procedura attivata, nessun risarcimento in vista.

Questo accade perché la segnalazione generica non contiene gli elementi giuridici necessari per obbligare la struttura a fare qualcosa di più. Non fa riferimento alle norme sulla responsabilità sanitaria, non quantifica il danno, non chiede formalmente l'apertura di un sinistro, non interrompe i termini di prescrizione.

Di fatto, una segnalazione generica informa la struttura che qualcuno è insoddisfatto. Ma non la mette nella condizione giuridica di dover agire. È come suonare il campanello senza bussare alla porta.

Ho visto decine di casi in cui il paziente aveva segnalato il problema mesi o anni prima di venire da me, ma quelle segnalazioni non avevano prodotto nulla. Il tempo perso, in questi casi, non è solo un fastidio: può significare documenti più difficili da reperire, ricordi meno precisi, in alcuni casi il rischio di avvicinamento alla prescrizione.

Cosa ottiene una segnalazione efficace

Una segnalazione costruita con i criteri giusti ottiene risultati concreti e misurabili.

Apertura del sinistro. La struttura è obbligata a comunicare la richiesta alla propria compagnia assicurativa e ad aprire formalmente la pratica presso il proprio ufficio sinistri. Da quel momento, il caso esiste nel sistema e riceve un numero di rubricazione che lo identifica in modo univoco in tutte le comunicazioni successive.

Interruzione della prescrizione. La comunicazione formale, se costruita correttamente, interrompe la prescrizione. In pratica, il tempo a tua disposizione per agire non si esaurisce mentre la pratica è in corso.

Comunicazione dei dati assicurativi. La struttura deve comunicare il nome della compagnia assicurativa, il numero di polizza, i limiti di copertura. Queste informazioni sono essenziali per la trattativa.

Avvio dell'istruttoria. La compagnia assicurativa, ricevuta la comunicazione, incarica un medico legale di valutare il caso. L'istruttoria è il primo passo verso una proposta risarcitoria.

Creazione di una traccia documentale formale. Ogni passaggio è registrato, con date, riferimenti, interlocutori. Questa traccia ha valore anche in caso di successivi sviluppi.

Infografica sulla differenza tra segnalazione generica e segnalazione efficace
Cosa ottiene una segnalazione efficace rispetto a un reclamo generico: i cinque risultati concreti.

Gli elementi indispensabili

Una segnalazione efficace deve contenere elementi specifici. Non è un elenco esaustivo, ma questi sono i punti che non possono mancare.

Identificazione precisa del paziente e del segnalante. Nome, cognome, codice fiscale, recapiti. Se il segnalante è un familiare, deve indicare il rapporto con il paziente e, se applicabile, il titolo che lo legittima ad agire (tutore, amministratore di sostegno, erede).

Descrizione circostanziata dei fatti. Non "mi hanno trattato male", ma: data, reparto, procedura, cosa è avvenuto, con quale sequenza. I fatti devono essere esposti in modo chiaro, cronologico, senza giudizi di valore ma con precisione.

Riferimento normativo. La comunicazione deve richiamare le norme applicabili: la Legge 24/2017, le Raccomandazioni Ministeriali pertinenti, gli obblighi della struttura. Questo segnala alla struttura che la comunicazione non è una protesta emotiva, ma un atto strutturato.

Richiesta specifica. Non "chiedo giustizia", ma: "Chiedo l'apertura del sinistro ai sensi dell'art. X, la comunicazione dei dati assicurativi, la trasmissione della documentazione clinica". Le richieste devono essere precise e azionabili.

Riserva di quantificazione del danno. Il danno non va quantificato nella prima comunicazione (servirà una perizia medico-legale), ma va indicato che esiste e che verrà quantificato in seguito.

Interruzione formale della prescrizione. La comunicazione deve contenere una formula che interrompa espressamente i termini di prescrizione, ai sensi dell'art. 2943 del Codice Civile.

Cosa produce una segnalazione efficace

Risultati ottenuti dalle comunicazioni formali costruite con criteri tecnici

Fonte: Elaborazione su casistica stragiudiziale Franco Stefanini, 2018-2025

La documentazione da raccogliere

Prima di inviare qualsiasi comunicazione, devi avere in mano la documentazione clinica. Non tutta, ma quella essenziale.

Cartella clinica completa. Include le note mediche, le note infermieristiche, il diario clinico, i referti degli esami, il verbale operatorio (se c'è stato un intervento), la checklist di sicurezza, le prescrizioni farmacologiche.

Lettera di dimissione. È il documento che riassume il percorso e le indicazioni per il post-ricovero. Confrontala con le tue annotazioni personali: le discrepanze possono essere significative.

Verbale del pronto soccorso, se l'accesso è avvenuto in pronto soccorso. Contiene il codice triage, gli orari, le valutazioni, gli accertamenti.

Documentazione personale. Il tuo diario del ricovero, le tue annotazioni, le fotografie (se pertinenti), le comunicazioni scambiate con la struttura.

Documentazione medica precedente. Se il danno ha modificato condizioni preesistenti, la documentazione medica anteriore al fatto è utile per stabilire il "prima" e il "dopo".

La richiesta della cartella clinica va fatta per iscritto alla Direzione Sanitaria della struttura. Hai diritto a riceverla entro 30 giorni. Se la struttura ritarda, questo ritardo è di per sé un dato significativo e documentabile.

A chi si indirizza

La destinazione della comunicazione non è un dettaglio. Indirizzarla alla persona sbagliata può rendere inefficace anche la lettera meglio scritta.

Al Direttore Generale della struttura sanitaria. È il legale rappresentante della struttura e la persona giuridicamente responsabile.

Al Direttore Sanitario. È il responsabile clinico della struttura.

Per conoscenza, alla compagnia assicurativa (se i dati sono già noti). In caso contrario, la comunicazione alla struttura include la richiesta di comunicare i dati assicurativi.

Per conoscenza, al Risk Manager della struttura, se la struttura ne ha uno. È la figura che gestisce gli eventi avversi e i sinistri ed è spesso il titolare del procedimento interno di gestione del sinistro.

La comunicazione va inviata tramite PEC (posta elettronica certificata), che ha valore legale equivalente alla raccomandata con ricevuta di ritorno. Se non hai una PEC, la raccomandata AR è l'alternativa.

Non usare email ordinaria, fax o telefono: nessuno di questi canali ha valore giuridico sufficiente.

Le tempistiche

Il tempo, in un percorso di tutela sanitaria, è un fattore critico. Non tanto per la prescrizione (10 anni per la responsabilità contrattuale), quanto per la qualità della documentazione e dei ricordi.

Nei primi 30 giorni dopo l'evento: richiedi la cartella clinica, annota tutto ciò che ricordi, raccogli i documenti disponibili.

Entro 60-90 giorni: la comunicazione formale alla struttura dovrebbe essere inviata. Questo attiva la procedura e interrompe formalmente la prescrizione.

Non aspettare anni. Ho visto casi in cui il paziente ha aspettato 3-4 anni prima di muoversi. Si può ancora procedere (la prescrizione è lunga), ma la documentazione è più difficile da ottenere, i ricordi sono meno precisi, e gli interlocutori nella struttura possono essere cambiati.

La tempistica ideale è muoversi con metodo nei primi mesi, senza fretta ma senza perdere tempo. Una valutazione del caso nelle prime settimane permette di capire subito se ci sono i presupposti, e di agire quando la documentazione è ancora fresca.

Cosa fare nei primi 30 giorni

Il periodo immediatamente successivo a un evento avverso è quello in cui si prendono le decisioni più importanti, spesso senza avere ancora le idee chiare. Questa sequenza aiuta a non perdere passaggi critici.

Giorni 1-7: metti tutto per iscritto. Appena le condizioni lo permettono, scrivi una ricostruzione dettagliata di quanto accaduto: date, orari, reparti, nomi dei professionisti (se li ricordi), sequenza degli eventi, cosa ti è stato detto e da chi. Fallo mentre i ricordi sono ancora precisi. Questo documento servirà come base per tutto il percorso successivo.

Giorni 7-14: richiedi la cartella clinica. Presenta la richiesta scritta alla Direzione Sanitaria. La struttura ha 30 giorni per consegnarla. Chiedi anche i referti degli esami strumentali, il verbale operatorio, il registro dei farmaci somministrati. Conserva la ricevuta della richiesta.

Giorni 14-21: non firmare nulla senza una valutazione. In questa fase, alcune strutture contattano il paziente per "chiarimenti" o propongono soluzioni informali. Non firmare dichiarazioni liberatorie, transazioni o rinunce senza aver prima fatto valutare la situazione. Una rinuncia firmata in questa fase può precludere qualsiasi tutela successiva.

Giorni 21-30: valutazione del caso. Con la documentazione disponibile, anche se incompleta, è possibile fare una prima valutazione. Il servizio di assistenza stragiudiziale parte esattamente da qui: aiutarti a costruire la prima comunicazione nel modo corretto, sulla base di ciò che è già documentato, e a capire se esistono i presupposti per procedere.

Domande frequenti

Posso inviare la segnalazione da solo, senza assistenza?

Tecnicamente sì. Dal punto di vista pratico, una segnalazione inviata senza la corretta impostazione tecnica difficilmente produce i risultati descritti in questa guida. Il rischio più insidioso non è la lettera che resta senza risposta, ma che contenga elementi che indeboliscono la posizione del paziente nelle fasi successive. Una comunicazione mal costruita può essere usata dalla controparte come punto di partenza per contestare la fondatezza della richiesta. Se vuoi procedere autonomamente, almeno fatti leggere la bozza prima di inviarla.

Quanto tempo ho per agire prima che si prescriva il diritto al risarcimento?

Per la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, il termine di prescrizione è di 10 anni dall'evento. Per la responsabilità extracontrattuale del singolo professionista, il termine è di 5 anni. Questi termini decorrono dal momento in cui il danno si è manifestato in modo percepibile. La segnalazione formale interrompe entrambi i termini. Nonostante i tempi siano lunghi, agire presto migliora la qualità della documentazione e la tenuta del percorso.

La struttura può ignorare la mia comunicazione formale?

No, non senza conseguenze. La Legge 24/2017 obbliga le strutture sanitarie a gestire le richieste di risarcimento in modo tracciabile e a comunicare i dati assicurativi al richiedente. Il mancato riscontro a una comunicazione formale è di per sé un inadempimento documentabile, che rafforza la posizione del paziente. In alcuni casi, il silenzio della struttura viene considerato elemento rilevante nelle fasi successive della trattativa.

Il mio ruolo in questo percorso

Come patrocinatore stragiudiziale, il mio lavoro inizia proprio qui: nella costruzione della comunicazione efficace. Più che un modulo da compilare, è un documento tecnico che richiede competenze specifiche: conoscenza della normativa sanitaria, esperienza nella gestione dei sinistri, capacità di analizzare la documentazione clinica.

La prima fase è sempre la valutazione gratuita del caso. Analizzo la documentazione disponibile, ascolto il racconto dei fatti, e stabilisco se ci sono i presupposti per procedere. Se non ci sono, te lo dico con chiarezza, evitandoti di investire tempo e risorse in un percorso senza fondamento.

Se i presupposti ci sono, si procede con la costruzione della comunicazione, la raccolta della documentazione integrativa, e l'invio alla struttura. Da quel momento, il caso entra nel percorso stragiudiziale strutturato che descrivo nella guida sul percorso stragiudiziale passo per passo.

Per capire come si costruisce la comunicazione specifica che apre l'istruttoria, leggi anche la guida sulla lettera di messa in mora. Sono due documenti diversi ma complementari: la segnalazione efficace apre la strada, la messa in mora la formalizza.

Il percorso di tutela che offro non ha costi anticipati. Il compenso è legato al risultato: se non si ottiene nulla, non si paga nulla. Questo non è uno slogan commerciale, è il modo in cui lavoro da oltre vent'anni, perché credo che chi ha subito un danno non debba rischiare anche economicamente per ottenere quello che gli spetta.

FS

Franco Stefanini

Patrocinatore Stragiudiziale, esperto in responsabilità medica e risarcimenti per errori sanitari

Qualcosa è andato storto nonostante queste regole?

Posso valutare gratuitamente il tuo caso con il mio team medico-legale. Chiedere informazioni non ti obbliga a iniziare un percorso.

Richiedi una valutazione gratuita
Online oraHai un dubbio sul tuo caso? Scrivimi su WhatsApp, ti rispondo io.
Scrivici su WhatsAppRisposta in giornata