Sintesi della guida
Questa guida spiega la nuova sanità di prossimità prevista dalla riforma dell'assistenza territoriale (DM 77/2022, PNRR). Descrive la Casa della Comunità, il luogo fisico unico dove trovare medici di famiglia, infermieri, specialisti e servizi sociali, con il modello hub e spoke; l'Ospedale di Comunità, struttura intermedia tra casa e ospedale a gestione infermieristica per cure a bassa intensità; e la Centrale Operativa Territoriale che coordina la presa in carico. Spiega poi cos'è il numero 116117, gratuito e attivo h24, per le cure mediche non urgenti e per la continuità assistenziale, e quando invece serve il 112 o il 118. Ricorda infine che la riforma procede a velocità diverse tra le Regioni, quindi conviene verificare cosa è attivo nella propria ASL.
Per anni la sanità ha avuto due indirizzi chiari: l'ambulatorio del medico di famiglia e l'ospedale. In mezzo, poco. Eppure è proprio in quel mezzo che si gioca gran parte della salute di tutti i giorni, soprattutto per chi ha una malattia cronica o sta invecchiando. La riforma della sanità territoriale prova a riempire quello spazio, portando i servizi più vicino a casa. Questa guida spiega cosa sono la Casa della Comunità, l'Ospedale di Comunità e il numero 116117, e come usarli.
Cosa cambia: la sanità di prossimità
Il riferimento è il Decreto del Ministero della Salute 23 maggio 2022, n. 77, il cosiddetto DM 77/2022, che definisce modelli e standard per l'assistenza territoriale. È l'equivalente, per il territorio, di ciò che un altro decreto fissa per gli ospedali, ed è uno degli interventi finanziati dal PNRR nella sua Missione dedicata alla Salute.
L'idea di fondo è semplice: avvicinare i servizi alle persone, in modo che per moltissimi bisogni non si debba più scegliere tra l'attesa dal medico e la corsa al pronto soccorso. Per il cittadino, la riforma si traduce in tre cose concrete che conviene conoscere: la Casa della Comunità, l'Ospedale di Comunità e il numero 116117.
La Casa della Comunità
La Casa della Comunità è, nelle parole del decreto, il luogo fisico di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per i bisogni di assistenza sanitaria e sociosanitaria. In pratica è un punto unico, vicino a casa, che mette insieme professionisti e servizi che prima erano sparsi.
Il modello è a due livelli: ci sono le Case della Comunità hub, le più complete, e quelle spoke, più piccole e collegate all'hub, così da coprire bene anche le zone meno popolose. Per le hub è previsto uno standard di una struttura ogni 40.000-50.000 abitanti, con la presenza di un medico 24 ore su 24 e di un infermiere 12 ore su 12, sette giorni su sette.
Dentro una Casa della Comunità di solito trovi:
- il Punto Unico di Accesso, che accoglie, orienta e fa una prima valutazione del bisogno;
- il collegamento con il CUP per prenotare visite ed esami;
- gli ambulatori dei medici di famiglia e di alcuni specialisti;
- l'infermiere di famiglia e di comunità, una figura di riferimento per l'assistenza sul territorio;
- attività di prevenzione e di gestione delle malattie croniche.
L'obiettivo è che, per molte cose, ci sia un posto solo a cui rivolgersi, invece di rimbalzare tra sportelli diversi.
La sanità di prossimità in numeri
Gli standard della riforma dell'assistenza territoriale
0h
Presenza medica nella Casa della Comunità hub, 7 giorni su 7
0
Posti letto standard in un Ospedale di Comunità
0
Case della Comunità previste dal PNRR entro il 2026
Fonte: DM 77/2022; PNRR Missione 6 Salute (target rimodulati nel 2023)
L'Ospedale di Comunità e la Centrale Operativa
L'Ospedale di Comunità è una struttura intermedia tra la casa e l'ospedale. È pensato per chi, dopo un episodio acuto minore o la riacutizzazione di una malattia cronica, non ha più bisogno del reparto per acuti, ma non può ancora essere lasciato solo a casa. È a gestione prevalentemente infermieristica, con una dotazione standard di circa 20 posti letto, e garantisce assistenza continua, anche di notte.
C'è poi un ingranaggio meno visibile ma importante, la Centrale Operativa Territoriale (COT). Il suo compito è coordinare la presa in carico della persona e fare da raccordo tra i diversi servizi: ospedale, territorio, assistenza domiciliare. È quella che dovrebbe evitare i vuoti nei passaggi delicati, come la dimissione di un paziente fragile verso casa. A proposito di dimissioni, può tornare utile la guida su come prepararsi a una dimissione.
Il numero 116117
Il 116117 è il numero europeo armonizzato per le cure mediche non urgenti. È gratuito, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, e si può chiamare sia da telefono fisso sia da cellulare, con un servizio di interpretariato per chi non parla italiano.
A cosa serve, in concreto:
- avere un consiglio medico quando il problema non è un'emergenza;
- contattare la continuità assistenziale (la ex guardia medica) quando l'ambulatorio del medico di famiglia è chiuso, di notte, nei festivi e nei prefestivi;
- ricevere informazioni sui servizi sanitari del territorio.
La sua base è un Accordo tra Stato e Regioni del 2016, e oggi fa parte del nuovo modello di assistenza territoriale. Lo trovi descritto anche sulle pagine del Ministero della Salute.
Quando usare 116117 e quando no
La distinzione è semplice ma decisiva, e vale la pena fissarla.
- 116117: per i problemi che non sono emergenze ma non possono aspettare. Un dubbio sulla terapia, un sintomo che preoccupa ma non è grave, la guardia medica di notte, le informazioni sui servizi.
- 112 o 118: per le emergenze. Un malore improvviso, un forte dolore al petto, una difficoltà a respirare, un incidente, una caduta con trauma.
Se chiami il 116117 e l'operatore capisce che si tratta di un'emergenza, la chiamata viene inoltrata subito al sistema di emergenza-urgenza. Nel dubbio tra i due, se la situazione sembra grave, scegli sempre il 112 o il 118.
Una riforma a velocità diverse
C'è un punto da dire con chiarezza, perché evita delusioni: questa riforma è in costruzione, e procede a velocità diverse tra le Regioni. Le Case della Comunità stanno aprendo in modo graduale, e il 116117, alla fine del 2025, era pienamente attivo in alcune Regioni e ancora in fase di estensione in altre.
Tradotto: ciò che è scritto qui è il disegno nazionale, ma quello che trovi davvero dipende da dove vivi. Il modo migliore per orientarsi è verificare sul sito della propria ASL o Regione quali servizi di prossimità sono già attivi e dove si trovano. Sapere che esistono, e cosa offrono, è già un vantaggio quando serve.
Mi è capitato di seguire famiglie che, dopo una dimissione, non sapevano a chi rivolgersi e sono tornate al pronto soccorso per qualcosa che si poteva gestire vicino a casa. Conoscere il 116117 e i servizi di prossimità, e usarli al momento giusto, evita molti di questi ritorni.
Domande di pazienti e caregiver
Cosa ci faccio in una Casa della Comunità rispetto al mio medico?
Il tuo medico di famiglia resta il tuo riferimento. La Casa della Comunità aggiunge un luogo dove trovare, vicino a casa e in modo coordinato, altri servizi: infermieri, alcuni specialisti, prevenzione, un punto di accoglienza che ti orienta. È utile soprattutto per chi ha una malattia cronica o ha bisogno di più servizi insieme, senza doverli rincorrere in posti diversi.
Di notte ho un dubbio non urgente: chi chiamo?
Il 116117, dove è attivo. Ti mette in contatto con personale sanitario e, se serve, con la continuità assistenziale, cioè il medico di guardia per le ore in cui il tuo ambulatorio è chiuso. Se invece la situazione è grave o peggiora in fretta, chiama il 112 o il 118 senza esitare.
Mio padre è troppo debole per stare a casa ma non serve l'ospedale: cosa esiste?
Per situazioni così è pensato l'Ospedale di Comunità, una struttura intermedia a gestione infermieristica per cure a bassa intensità e sorveglianza continua. L'accesso passa di solito dal medico o dall'ospedale, in raccordo con i servizi del territorio. Chiedi al medico di famiglia o ai servizi della ASL se è disponibile e attivabile nella tua zona.
Come faccio a sapere cosa è attivo dove vivo?
Il punto di partenza è il sito della tua ASL o della tua Regione, dove di solito sono indicati le Case della Comunità aperte, i servizi disponibili e se il 116117 è attivo. In alternativa, puoi chiedere al medico di famiglia, che conosce la rete dei servizi del territorio.

Scritto da
Franco Stefanini
Patrocinatore Stragiudiziale dal 1997, esperto in responsabilità medica e tutela del paziente.
Scopri chi è Franco