Sintesi della guida
Questa guida spiega quali ausili e presidi può fornire gratuitamente il Servizio sanitario nazionale. Distingue le due aree dei Livelli Essenziali di Assistenza: l'assistenza protesica (protesi, ortesi e ausili come carrozzine, busti, apparecchi acustici, elencati nel nomenclatore) e l'assistenza integrativa (presidi legati a una patologia, spesso monouso, come i materiali per il diabete, le stomie, l'incontinenza). Indica chi ne ha diritto, di norma le persone con un'invalidità riconosciuta correlata al dispositivo, e descrive i passaggi per ottenerli: la prescrizione di un medico specialista, l'autorizzazione della ASL, la fornitura e, per gli ausili su misura, il collaudo. Chiude con consigli pratici per non perdere tempo.
C'è un capitolo dell'assistenza pubblica di cui si parla poco, finché non serve: gli ausili e i presidi. Sono gli oggetti concreti che rendono possibile la vita di tutti i giorni quando il corpo non collabora più come prima. Una carrozzina, un apparecchio acustico, i materiali per gestire il diabete a casa. Il Servizio sanitario ne copre molti più di quanto la gente immagini, ma il percorso per ottenerli ha le sue regole, e conoscerle evita attese e spese inutili.
Ausili e presidi: di cosa parliamo
Il Servizio sanitario fornisce questi dispositivi attraverso due aree distinte dei Livelli Essenziali di Assistenza, fissate dal DPCM 12 gennaio 2017: l'assistenza protesica e l'assistenza integrativa.
La differenza, in parole semplici, è questa. La protesica riguarda gli ausili e le protesi, cioè dispositivi spesso durevoli che sostituiscono o supportano una funzione: una carrozzina, un busto, un arto artificiale, un apparecchio acustico. L'integrativa riguarda i presidi e i materiali legati a una patologia, di solito da usare e ricambiare: i prodotti per chi ha il diabete, le sacche per le stomie, i presidi per l'incontinenza.
Capire in quale delle due aree rientra ciò che serve aiuta a sapere a chi rivolgersi e cosa aspettarsi.
Assistenza protesica: protesi, ortesi e ausili
L'assistenza protesica copre i dispositivi elencati in un documento ufficiale, il nomenclatore, che indica cosa il Servizio sanitario può fornire e con quali caratteristiche. Si divide, in pratica, in tre tipi di prodotti:
- protesi, che sostituiscono in tutto o in parte una struttura del corpo (per esempio un arto artificiale);
- ortesi, che sostengono o correggono una funzione (per esempio un busto, un tutore, un plantare);
- ausili, che aiutano nella vita quotidiana (per esempio carrozzine, deambulatori, sollevatori, apparecchi acustici).
Alcuni di questi dispositivi sono di serie, cioè standard, altri sono su misura, costruiti o adattati sulla singola persona. Per quelli su misura, alla fine del percorso, è previsto un passaggio in più, il collaudo, di cui parliamo tra poco.
Assistenza integrativa: i presidi per le patologie
L'assistenza integrativa riguarda i dispositivi e i prodotti legati a determinate patologie, di solito da consumare e rifornire nel tempo. Sono materiali che permettono di gestire a casa una condizione cronica, senza dover dipendere dall'ospedale per ogni necessità.
Rientrano in quest'area, per esempio, i presidi per le persone con diabete (come quelli per il controllo della glicemia), i dispositivi per chi ha una stomia, i presidi per l'incontinenza e i prodotti per la nutrizione in casi particolari. L'erogazione segue regole e quantità definite, e di solito passa dal medico specialista che segue la patologia e dalla ASL.
Ausili e presidi del SSN in sintesi
Due aree, una soglia di accesso e un percorso in tre passaggi
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Le due aree: assistenza protesica e integrativa
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Riconoscimento minimo per gli ausili del nomenclatore
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I passaggi: prescrizione, autorizzazione, fornitura
Fonte: LEA, DPCM 12 gennaio 2017 (assistenza protesica, artt. 17-19; assistenza integrativa, artt. 10-14)
Chi ne ha diritto
La regola pratica è che il dispositivo deve servire a una condizione riconosciuta o documentata. In concreto ne hanno diritto soprattutto:
- le persone con un'invalidità civile riconosciuta correlata al dispositivo. Dal 33% di invalidità si apre il diritto agli ausili del nomenclatore: per i primi passi su come ottenere il riconoscimento, vedi la guida su invalidità, accompagnamento e aggravamento;
- chi è in attesa di riconoscimento, quando la menomazione è già accertata da uno specialista;
- alcune categorie specifiche, come i minori che ne hanno bisogno per crescere e per la riabilitazione, e le persone con determinate patologie.
Ci sono differenze tra Regioni nei dettagli operativi, ma il principio resta questo: serve un bisogno documentato e una prescrizione che lo colleghi al dispositivo giusto.
Come si ottengono: i passaggi
Il percorso per un ausilio dell'assistenza protesica è, di norma, in tre passaggi, più un quarto per i dispositivi su misura.
- La prescrizione. Un medico specialista del SSN (per esempio il fisiatra, l'ortopedico, il neurologo, a seconda del caso) redige la prescrizione, indicando il dispositivo adatto e il motivo.
- L'autorizzazione. La ASL verifica i requisiti e autorizza la fornitura.
- La fornitura. Il dispositivo viene fornito da un fornitore accreditato con il Servizio sanitario.
- Il collaudo (per i su misura). Lo specialista verifica che il dispositivo corrisponda alla prescrizione e sia adatto alla persona. È il momento giusto per segnalare se qualcosa non va.
Per l'assistenza integrativa il percorso è più snello e ricorrente nel tempo, perché si tratta di materiali da rifornire: di solito passa dal piano dello specialista che segue la patologia e dalle modalità di erogazione previste dalla ASL.

Consigli pratici per non perdere tempo
Qualche accortezza fa risparmiare settimane e malintesi:
- parti dallo specialista giusto. La prescrizione deve venire dal medico specialista competente per quel dispositivo. Chiedi al medico di famiglia a chi rivolgerti;
- chiarisci prima eventuali costi. Se desideri un modello diverso o con caratteristiche superiori, fatti spiegare in anticipo se ci sarà una differenza a tuo carico;
- conserva i documenti. Prescrizione, autorizzazione e documentazione dell'invalidità vanno tenuti insieme: servono per le forniture future e per le sostituzioni;
- non aspettare l'emergenza. Molti ausili migliorano la sicurezza in casa e prevengono cadute e ricoveri. Avviare la pratica per tempo, soprattutto per un anziano fragile, evita di doverla rincorrere nel momento peggiore;
- fatti aiutare. Patronati e associazioni di categoria conoscono bene questi percorsi e possono accompagnarti tra prescrizioni e moduli.
Mi è capitato di seguire situazioni in cui un ausilio semplice, chiesto qualche mese prima, avrebbe forse evitato una caduta e un ricovero. Avviare per tempo queste pratiche, soprattutto per un anziano fragile, è una di quelle attenzioni che sembrano piccole e invece cambiano la vita di tutti i giorni.
Domande di pazienti e caregiver
Mia madre fatica a camminare: come ottengo una carrozzina dalla ASL?
Il primo passo è la visita da uno specialista del SSN, di solito il fisiatra, che valuta la situazione e redige la prescrizione del dispositivo adatto. Da lì si passa all'autorizzazione della ASL e alla fornitura. Se serve un modello su misura, alla fine c'è il collaudo. Conviene avviare anche, se non c'è già, la pratica di invalidità, perché apre e semplifica l'accesso agli ausili.
I presidi per il diabete sono gratuiti?
I presidi previsti per la gestione del diabete rientrano nell'assistenza integrativa dei Livelli Essenziali di Assistenza e sono a carico del Servizio sanitario, secondo un piano definito dallo specialista e con le modalità della ASL. Le quantità e i prodotti seguono regole precise: il punto di riferimento è il centro diabetologico o lo specialista che segue la persona.
Posso scegliere io il modello dell'ausilio?
Per i dispositivi previsti dal nomenclatore, la prescrizione individua il modello adeguato al bisogno. Si può a volte optare per un modello diverso o con prestazioni superiori, ma in quel caso può esserci una quota a proprio carico. Meglio parlarne prima con lo specialista e con la ASL, per evitare sorprese al momento della fornitura.
L'ausilio si è rotto: lo ripara il SSN?
Per i dispositivi forniti dal Servizio sanitario sono previste regole per manutenzione, riparazione ed eventuale sostituzione. Ci si rivolge alla ASL e al fornitore. Se il dispositivo non è più adatto perché la condizione della persona è cambiata, se ne può chiedere uno diverso con una nuova prescrizione dello specialista.

Scritto da
Franco Stefanini
Patrocinatore Stragiudiziale dal 1997, esperto in responsabilità medica e tutela del paziente.
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