Orientamento sanitarioGuida pratica

Screening gratuiti: seno, collo dell'utero e colon-retto

Tre esami gratuiti, su invito della tua ASL, che aiutano a scoprire presto i tumori più diffusi. Per chi sono, ogni quanto si fanno e come funzionano, dal seno al colon-retto.

Aggiornato: 29 giugno 2026

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i programmi gratuiti: seno, collo dell'utero, colon-retto

Su invito

arriva una lettera della ASL, senza impegnativa

Gratis

tutto il percorso, dall'esame agli approfondimenti

Sintesi della guida

Questa guida spiega i tre screening oncologici gratuiti del Servizio sanitario nazionale: mammografico per il seno, cervicale per il collo dell'utero e colorettale per il colon-retto. Per ciascuno indica a chi è rivolto, ogni quanto si fa e con quale esame: mammografia ogni 2 anni dai 50 ai 69 anni; Pap test dai 25 ai 29 anni e test HPV dai 30 ai 64 anni; ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni dai 50 ai 69 anni. Chiarisce che i programmi funzionano su invito della ASL, senza impegnativa, e che tutto il percorso è gratuito. Spiega infine come arrivare a fare l'esame e perché non conviene rimandare.

Ci sono esami che non aspettano un sintomo per essere utili. Servono proprio quando stai bene, perché cercano un problema prima che si faccia sentire. Gli screening oncologici sono questo: controlli periodici, gratuiti, pensati per scoprire presto alcuni tumori tra i più diffusi, quando sono ancora piccoli e si curano meglio. Non servono solo a chi ha paura o a chi ha casi in famiglia. Servono a tutti quelli che rientrano nelle fasce d'età previste. E il primo passo, di solito, non lo fai tu: lo fa la tua ASL, con una lettera.

Cosa sono gli screening gratuiti

Il Servizio sanitario nazionale offre tre programmi di screening oncologico organizzati e gratuiti, rivolti su invito alle fasce di popolazione a maggior rischio: lo screening mammografico (tumore del seno), quello cervicale (collo dell'utero) e quello colorettale (colon-retto). Li trovi descritti sulle pagine del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità.

Sono inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza dal DPCM 12 gennaio 2017, il che vuol dire una cosa importante: Regioni e ASL devono garantirli a tutti, dall'invito fino agli eventuali approfondimenti e cure, senza far pagare nulla.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Quando rientri nella fascia d'età e arriva il momento, la ASL ti manda un invito. Tu aderisci, fai un esame semplice di primo livello e, nella grande maggioranza dei casi, finisce lì fino al controllo successivo. Solo se quell'esame segnala qualcosa si passa a un approfondimento.

Gli screening gratuiti in numeri

Tre programmi del SSN, su invito e senza costi per il cittadino

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Programmi gratuiti su invito: seno, cervice, colon-retto

0,0 mln

Persone invitate in Italia nel 2024

0,0 mln

Hanno fatto lo screening nel 2024

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Anni tra un invito e l'altro (seno e colon-retto)

Fonte: Osservatorio Nazionale Screening, dati 2024; LEA, DPCM 12 gennaio 2017

Lo screening del seno

Lo screening mammografico è rivolto alle donne dai 50 ai 69 anni e si fa con una mammografia ogni 2 anni. La mammografia riesce a vedere noduli molto piccoli, anche prima che siano percepibili al tatto, e proprio per questo permette di intervenire presto.

Alcune Regioni, con risorse proprie, hanno esteso l'invito anche alle donne di 45-49 e 70-74 anni, di fatto dai 45 ai 74. Non è così ovunque, quindi conviene verificare il programma della propria ASL.

Restare nel programma non toglie nulla al rapporto con il proprio medico o il ginecologo. Anzi, se noti un cambiamento al seno tra un controllo e l'altro, un nodulo, una secrezione, un'alterazione della pelle, non aspettare lo screening: parlane subito con un medico.

Lo screening del collo dell'utero

Lo screening cervicale è rivolto alle donne dai 25 ai 64 anni, e l'esame cambia con l'età, perché cambia ciò che è più utile cercare.

  • Dai 25 ai 29 anni si esegue il Pap test ogni 3 anni.
  • Dai 30 ai 64 anni si esegue il test HPV-DNA ogni 5 anni: cerca il papillomavirus, il principale responsabile di questo tumore, ed è più efficace in questa fascia. Se il test HPV è positivo, si fa un Pap test di completamento per capire come proseguire.

Il passaggio al test HPV come esame principale nella fascia 30-64 è ormai quasi completato in tutta Italia, come spiega l'Istituto Superiore di Sanità. È un esame che protegge a lungo: un risultato negativo dà tranquillità per cinque anni.

Lo screening del colon-retto

Lo screening colorettale è rivolto a uomini e donne dai 50 ai 69 anni (in alcune Regioni fino a 74) e si fa ogni 2 anni con la ricerca del sangue occulto nelle feci, un esame semplice che si raccoglie a casa su un piccolo campione.

È il modo per intercettare un sanguinamento invisibile a occhio nudo, che può essere il primo segnale di lesioni iniziali. Se il test risulta positivo, si passa all'approfondimento, di solito la colonscopia, che permette di vedere direttamente e, spesso, di rimuovere subito eventuali polipi prima che diventino un problema. La maggior parte delle persone, però, si ferma al primo esame.

Una lettera di invito a uno screening gratuito su un tavolo di casa, accanto a una tazza di caffè e a un paio di occhiali
Lo screening parte da una lettera. Quando arriva, vale la pena non lasciarla nel cassetto.

Come arriva l'invito e come aderire

I programmi funzionano su invito attivo. Quando rientri nella fascia d'età e alla scadenza dell'intervallo, la ASL ti manda una lettera personalizzata, spesso con un appuntamento già fissato o con le indicazioni per prenotarlo. Le modalità cambiano da Regione a Regione.

Due cose utili da sapere:

  • per il test di primo livello su invito non serve l'impegnativa del medico di famiglia;
  • se sei nella fascia d'età e non hai ricevuto l'invito, o lo hai perso, puoi contattare la tua ASL o il centro screening del territorio per inserirti nel programma.

Se hai cambiato residenza o hai dubbi su quale sia il tuo centro di riferimento, il punto di partenza è sempre la ASL. E se nel frattempo hai un sintomo che ti preoccupa, lo screening non sostituisce una visita: in quel caso parla direttamente con il tuo medico.

Perché conviene non rimandare

Nel 2024 in Italia sono state invitate ai tre screening quasi 18 milioni di persone, e poco più di 7 milioni hanno aderito, secondo l'Osservatorio Nazionale Screening. Vuol dire che una parte importante degli inviti resta in un cassetto.

È comprensibile: si sta bene, si rimanda, la lettera finisce sotto altre carte. Ma la forza di questi esami sta tutta nel tempo. Trovare un tumore all'inizio, o addirittura una lesione che tumore non è ancora diventato, cambia le cure e cambia l'esito. Aderire è una mezza giornata ogni due o tre anni. Spesso è la prevenzione più concreta che possiamo fare per noi stessi.

Va detto anche con onestà: l'organizzazione varia molto da territorio a territorio, e in alcune zone gli inviti arrivano con più ritardo. Il diritto però è nazionale e gratuito. Se il tuo turno sembra saltato, conviene farsi sentire dalla ASL invece di aspettare in silenzio.

Tra i casi di diagnosi arrivata tardi che mi capita di valutare, a volte affiora un controllo gratuito mai fatto, un invito rimasto in un cassetto. Non sempre avrebbe cambiato le cose. Ma quando può farlo, mezza giornata ogni due anni è un prezzo piccolo.

Domande di pazienti e caregiver

Mi è arrivato l'invito ma sto bene, devo andare lo stesso?

Sì, ed è proprio quello il senso. Lo screening serve quando stai bene, perché cerca problemi che ancora non danno sintomi. Aspettare di sentirsi male vuol dire spesso arrivare più tardi, quando le cure sono più pesanti. Se l'esame risulta a posto, hai una conferma e un intervallo di tranquillità prima del prossimo.

Ho più di 69 anni, posso ancora fare la mammografia gratis?

Dipende dalla Regione. Lo standard nazionale arriva a 69 anni, ma alcune Regioni estendono l'invito fino a 74. Conviene chiedere alla tua ASL come funziona dove vivi. In ogni caso, dopo i 69 anni puoi sempre parlare con il tuo medico per decidere insieme come proseguire i controlli.

Un risultato che richiede approfondimenti mi deve spaventare?

No. La maggior parte degli approfondimenti non finisce in una diagnosi di tumore: spesso si tratta di alterazioni benigne o di lesioni iniziali curabili. Un richiamo non vuol dire che è successo il peggio, di solito è solo il programma che fa il suo lavoro. Conviene completare i controlli con calma e senza rimandare, perché anche gli approfondimenti sono gratuiti.

Se ho casi di tumore in famiglia bastano gli screening?

Non sempre. Gli screening sono pensati per la popolazione generale. Se in famiglia ci sono più casi, soprattutto in età giovane, può servire un percorso diverso e più stretto, a volte con una consulenza specialistica. Parlane con il tuo medico, che può indirizzarti verso i controlli adatti alla tua situazione.

Franco Stefanini, Patrocinatore Stragiudiziale

Scritto da

Franco Stefanini

Patrocinatore Stragiudiziale dal 1997, esperto in responsabilità medica e tutela del paziente.

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