Guida completa · aggiornata a luglio 2026

Diritti del paziente:
quali sono, e come
farli valere davvero

I 14 diritti della Carta Europea del Malato, spiegati con la pratica di chi li difende dal 1997. Senza legalese, con i passi concreti per quando qualcosa non torna.

14 diritti, Carta Europea 20022 leggi cardine: 219/2017 e 24/201740 pagine di guida, gratis

In trenta secondi

Che cosa sono i diritti del paziente

I diritti del paziente sono le garanzie che ogni persona ha quando entra in contatto con la sanità: essere informata, decidere sulle cure, ottenere i propri documenti, essere curata in sicurezza e — se qualcosa va storto — ricevere risposte e un giusto ristoro. In Europa sono riassunti nei 14 diritti della Carta Europea dei Diritti del Malato (2002); in Italia trovano forza in norme come la legge 219/2017 (consenso informato: «il tempo della comunicazione è tempo di cura») e la legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure.

Conoscerli

Quasi 6 italiani su 10 hanno un’alfabetizzazione sanitaria insufficiente (indagine europea HLS19): chi non conosce i propri diritti non può esigerli.

Documentare

Ogni diritto si esercita con carte alla mano: referti, cartella, nomi e date. Senza documenti, ogni richiesta resta un’opinione.

Farli valere

Reclamo scritto, richiesta formale, valutazione del caso: strumenti precisi, in un ordine preciso. È il lavoro del patrocinatore stragiudiziale.

La Carta Europea, 2002

I 14 diritti, uno per uno

Valgono in ospedale, in ambulatorio, in RSA e a domicilio. Nella guida gratuita trovi, per ciascuno, gli esempi pratici e le frasi da usare.

01

Misure preventive

Servizi che prevengano la malattia e informazione sui fattori di rischio che ti riguardano.

02

Accesso alle cure

Nessuno può negarti cure necessarie per motivi economici, sociali o di altra natura.

03

Informazione

Informazioni complete e comprensibili sul tuo stato di salute e sulle alternative di cura.

04

Consenso informato

Nessun trattamento senza il tuo consenso consapevole. Puoi anche rifiutare: lo dice la legge 219/2017.

05

Libera scelta

Puoi scegliere il medico, la struttura e il trattamento tra le opzioni disponibili.

06

Privacy

I dati sanitari sono tutelati: decidi tu chi può accedervi e in quale contesto.

07

Rispetto dei tempi

Liste d’attesa ragionevoli e classi di priorità della ricetta rispettate.

08

Standard di qualità

Le strutture devono rispettare protocolli di qualità e sicurezza definiti.

09

Sicurezza

Diritto a non subire danni da errori o disorganizzazione, e a segnalarli quando accadono.

10

Innovazione

Accesso alle procedure innovative disponibili, secondo standard internazionali.

11

Evitare sofferenze inutili

Terapia del dolore e cure palliative quando servono, in ogni fase della malattia.

12

Trattamento personalizzato

Programmi diagnostici e terapeutici adattati alla tua situazione, non standardizzati.

13

Reclamo

Puoi presentare reclamo formale all’URP e devi ricevere risposta entro tempi definiti.

14

Risarcimento

Se subisci un danno da errore sanitario, hai diritto a un risarcimento adeguato in tempi ragionevoli.

Il percorso

Come farli valere, in tre mosse

Non serve alzare la voce: serve mettere le cose per iscritto, nell'ordine giusto. È la differenza tra una protesta e una tutela.

1

Documenta

Richiedi la cartella clinica e conserva referti, dimissioni e nomi. Ogni diritto si esercita con le carte in mano.

La cartella clinica
2

Metti per iscritto

Un reclamo formale ben scritto obbliga la struttura a rispondere. Fatti in ordine, domande precise, tono fermo.

Il reclamo fatto bene
3

Fai valutare il caso

Se c’è un possibile danno, serve una valutazione seria: prima si ascolta il danno, poi si verifica la responsabilità.

Valutazione gratuita

La guida gratuita

Tutto questo, spiegato
in 40 pagine semplici

I 14 diritti con esempi reali, le frasi esatte da usare con medici e strutture, i modelli per chiedere documenti e presentare reclamo.

Gratuita, senza condizioni
Linguaggio semplice: zero legalese
Scritta da chi difende i pazienti dal 1997

«Il paziente non deve diventare medico. Deve restare persona, dentro un sistema complesso.»

Franco Stefanini — patrocinatore stragiudiziale dal 1997, autore di tre libri sulla tutela del paziente

Domande frequenti

Le domande che i pazienti fanno più spesso

Quali sono i diritti del paziente in Italia?

La Carta Europea dei Diritti del Malato (2002) riconosce 14 diritti: misure preventive, accesso alle cure, informazione, consenso informato, libera scelta, privacy, rispetto dei tempi, standard di qualità, sicurezza, innovazione, evitare sofferenze inutili, trattamento personalizzato, reclamo e risarcimento. In Italia si affiancano a norme come la legge 219/2017 su consenso informato e la legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure.

Posso rifiutare un trattamento sanitario?

Sì. La legge 219/2017 riconosce il diritto di rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento, dopo essere stati informati in modo comprensibile sulle conseguenze. Nessun trattamento può iniziare senza consenso libero e informato, salvo i casi di emergenza previsti dalla legge.

La struttura può negarmi la cartella clinica?

No. La cartella clinica è un tuo diritto: la struttura deve consegnarne copia completa, di norma entro trenta giorni dalla richiesta e nei casi previsti entro sette. Se la consegna viene ritardata o negata, puoi sollecitare formalmente e poi rivolgerti agli organi di garanzia.

Cosa posso fare se i miei diritti non vengono rispettati?

In ordine: documenta tutto (nomi, date, referti), presenta un reclamo formale all’URP della struttura, e se il problema riguarda un possibile danno alla salute fai valutare il caso da un professionista. La segnalazione scritta obbliga la struttura a rispondere e lascia una traccia formale.

Che differenza c’è tra reclamo e richiesta di risarcimento?

Il reclamo chiede conto di un disservizio e pretende una risposta; non richiede un avvocato e spesso risolve. La richiesta di risarcimento presuppone un danno da condotta sanitaria censurabile: richiede documentazione, una valutazione medico-legale e una richiesta formale che interrompe la prescrizione. Sono strumenti diversi, spesso in sequenza.

Chi mi può aiutare a far valere questi diritti senza andare in tribunale?

Il patrocinatore stragiudiziale segue la fase che precede (e spesso evita) il giudizio: raccolta documentale, valutazione medico-legale, reclamo, richiesta risarcitoria e trattativa. Per gli atti riservati alla professione forense ci si rivolge a un avvocato; la maggioranza dei casi sanitari, però, si definisce proprio in via stragiudiziale.

Il passo successivo

I diritti non bastano,
se non sai come usarli

Se dopo una cura la vita è cambiata e qualcosa non torna, il primo passo non è una causa: è capire che cosa è successo. Ti ascolto e valuto il caso gratuitamente, senza impegno.

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