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Caso studio · Diagnosi mancata

Un aneurisma scambiato per cervicale

Uno svenimento, un mal di testa fortissimo, una dimissione con diagnosi di cervicale. Dieci giorni dopo l'aneurisma si rompe. I segnali erano lì: l'esame giusto non è stato fatto.

Scheda del caso

Paziente
Elena, 34 anni
Motivo del ricovero
Un mal di testa intenso e persistente, comparso dopo uno svenimento.
Condizioni all'ingresso
Vigile, con dolore forte al capo e al collo. L'accertamento eseguito non evidenzia anomalie.

Il nome è di fantasia. Per tutela della riservatezza, il nome reale del paziente non viene pubblicato.

Cosa è successo, passo dopo passo

La sequenza clinica

  1. Lo svenimento

    Elena, giovane e in salute, sviene improvvisamente. Si riprende stordita; nelle ore successive compare un mal di testa che non passa.

  2. Il dolore non passa

    Cefalea persistente, dolore nucale

    Il mal di testa continua, prende anche il collo, le gambe sono affaticate. Dopo circa un giorno e mezzo Elena va al pronto soccorso.

  3. L'accertamento

    Esame senza contrasto

    Viene sottoposta a un esame di imaging senza mezzo di contrasto, che non mostra anomalie.

  4. La dimissione

    Antinfiammatorio

    La diagnosi indicata è riferita a un problema cervicale. Le viene prescritto un antinfiammatorio e viene dimessa.

  5. La rassicurazione

    Elena si fida e torna alla sua vita. Il dolore resta, ma la rassicurazione ricevuta diventa più forte del segnale che il corpo continua a mandare.

  6. La rottura

    Emorragia cerebrale

    Circa dieci giorni dopo, l'aneurisma cerebrale che aveva sanguinato si rompe del tutto. Coma, trasferimento d'urgenza, più interventi neurochirurgici.

  7. Esito

    Elena sopravvive, ma con conseguenze gravissime: non è più autonoma, con importanti deficit permanenti.

Chi era Elena

Elena è giovane, attiva, con un passato da atleta: lavoro, programmi, un'agenda piena. Una sera sviene improvvisamente. Si riprende stordita, ma nelle ore successive compare un mal di testa fortissimo che non passa e prende anche il collo.

Quando si va al pronto soccorso per un dolore così forte, ci si aspetta che venga cercata la causa. Non di essere rimandati a casa con un antinfiammatorio.

Dove nasce il dubbio

Uno svenimento seguito da una cefalea improvvisa e violenta non è mai una banale cervicale: è, fino a prova contraria, un possibile allarme neurologico. Per cercare un sanguinamento da aneurisma serve un esame dedicato ai vasi, con mezzo di contrasto. L'accertamento eseguito su Elena non poteva vedere quel problema, e il dolore che restava non ha portato a riconsiderare la diagnosi.

Perché questo caso conta per te

La rassicurazione ricevuta in pronto soccorso può diventare più forte del segnale che il corpo continua a mandare. Se un mal di testa è improvviso, fortissimo e "diverso da tutti gli altri", insistere non è esagerare: è chiedere che venga escluso ciò che conta davvero.

Un esame che non mostra nulla non significa sempre che non ci sia nulla. Può significare che è stato fatto l'esame sbagliato per la domanda giusta.

Dove nasce la responsabilità

Una sequenza di scelte e omissioni

  • 01

    Uno svenimento seguito da una cefalea intensa e improvvisa, con dolore al collo, non viene riconosciuto come possibile segnale d'allarme neurologico.

  • 02

    Per cercare un sanguinamento da aneurisma serve un esame con mezzo di contrasto: l'accertamento eseguito non poteva vedere il problema.

  • 03

    Con un dolore persistente e un quadro non spiegato, la dimissione avviene senza ulteriori accertamenti né osservazione.

  • 04

    Un aneurisma individuato prima della rottura è trattabile con alte probabilità di esito favorevole: la finestra di quei giorni era lo spazio in cui la storia poteva cambiare.

Il metodo che fa la differenza

Rigo per rigo, farmaco per farmaco

01

Ricostruzione della sequenza

Svenimento, comparsa e caratteristiche della cefalea, dolore al collo, rimessi in fila nel tempo.

02

Verifica dell'esame eseguito

Che cosa poteva e non poteva mostrare l'accertamento fatto, rispetto a quello indicato per il sospetto.

03

Confronto con le linee guida

Le raccomandazioni sul riconoscimento della cefalea a insorgenza improvvisa e sulla ricerca dell'emorragia subaracnoidea.

04

Analisi dell'evitabilità

Se una diagnosi tempestiva, prima della rottura, avrebbe potuto evitare o ridurre il danno.

Lo scarto dalle regole

Cosa è successo, cosa prevedevano le regole

Svenimento e cefalea intensa e improvvisa vengono ricondotti a un problema cervicale.

Una cefalea a insorgenza improvvisa e di forte intensità impone di escludere per prima cosa un'emorragia cerebrale.

Viene eseguito un esame di imaging senza mezzo di contrasto.

Per cercare un aneurisma che sanguina serve un esame dedicato ai vasi, con mezzo di contrasto.

Il dolore persiste ma la paziente viene dimessa senza ulteriori controlli.

Un dolore che non si spiega e non passa impone di riconsiderare la diagnosi prima della dimissione.

L'esito

La ricostruzione ha fatto emergere elementi seri: i segnali e l'esame eseguito richiedevano un approfondimento che, se tempestivo, avrebbe potuto cambiare l'esito. Su questa base il caso è stato portato nel contraddittorio stragiudiziale, a tutela della persona e dei suoi familiari. La responsabilità è oggetto di valutazione e non è ancora definita.

Caso reale in corso di trattazione. Nome, luoghi, età e alcuni particolari sono stati modificati per tutelare la riservatezza. La responsabilità è oggetto di valutazione e contraddittorio nelle sedi competenti. Ogni caso è diverso e va valutato nella sua concretezza: nulla di quanto qui riportato costituisce una promessa o una garanzia di risultato.
Franco Stefanini, Patrocinatore Stragiudiziale

Scritto da

Franco Stefanini

Patrocinatore Stragiudiziale dal 1997, esperto in responsabilità medica e tutela del paziente.

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