Sintesi della guida
Questa guida riprende le indicazioni della campagna 'Uniti per la Sicurezza' del Ministero della Salute per l'assistenza a domicilio, affiancando a ciascun consiglio ministeriale un commento pratico basato sull'esperienza di Franco Stefanini. Spiega i rischi reali dell'assistenza domiciliare, gli strumenti per prevenire problemi, e quando un evento avverso a domicilio può essere segnalato e dar luogo a un percorso di tutela stragiudiziale.
Quando un paziente passa dall'ospedale a casa, c'è un momento di sollievo: finalmente si torna nel proprio ambiente, con i propri tempi. Ma c'è anche un passaggio di responsabilità che molte famiglie non percepiscono fino a quando non ci si trovano dentro. A casa, la rete di sicurezza dell'ospedale non c'è più. Il campanello del letto che chiama l'infermiere non esiste. Il monitoraggio continuo dei parametri vitali non esiste.
Questo non significa che l'assistenza domiciliare sia pericolosa. Significa che richiede una preparazione diversa, e che il sistema sanitario ha l'obbligo di fornire al paziente e alla famiglia gli strumenti per gestire quella transizione in sicurezza. Troppo spesso, però, questo obbligo resta sulla carta.
Assistenza domiciliare in Italia: la fotografia
Dati Annuario SSN 2023, Ministero della Salute e PNRR
0
Pazienti in assistenza domiciliare integrata (2023)
0,0%
Pazienti ADI over 65
0%
Copertura ADI over 65 raggiunta nel 2023
0
Regioni sotto standard LEA per l’ADI (2022-2023)
Fonte: Annuario Statistico del SSN 2023, Ministero della Salute; monitoraggio PNRR Salutequità 2024
Perché la casa non è più sicura dell'ospedale
Sembra un paradosso, ma la casa può essere un ambiente a rischio per un paziente fragile. Non per l'ambiente in sé, ma per l'assenza di quelle misure di sicurezza che in ospedale sono (o dovrebbero essere) automatiche.
In ospedale, i farmaci vengono somministrati da personale formato, con verifiche incrociate. A casa, è il familiare che gestisce la terapia, spesso con istruzioni poco chiare. In ospedale, il rischio di caduta viene valutato con scale validate e misure preventive. A casa, il bagno è scivoloso, i tappeti sono ovunque, il letto non ha le spondine, e il paziente si alza di notte al buio.
In ospedale, una lesione da decubito viene prevenuta con protocolli di mobilizzazione. A casa, il caregiver familiare fa quello che può, ma spesso non sa che dopo due ore nella stessa posizione il danno alla pelle è già in corso.
Non racconto queste cose per spaventare, ma per spiegare perché la preparazione conta. Un caregiver informato previene più problemi di un caregiver amorevole ma impreparato. E il sistema sanitario ha il dovere di fornire quella formazione.
Cosa dice il Ministero
Il Ministero della Salute, attraverso la campagna Uniti per la Sicurezza, ha pubblicato materiali informativi specifici per pazienti e caregiver che gestiscono l'assistenza a domicilio. Il messaggio centrale è che la sicurezza del paziente non si ferma alle porte dell'ospedale.
Le guide ministeriali si rivolgono sia ai pazienti sia ai familiari e operatori che li assistono. Coprono temi come la gestione dei farmaci, la prevenzione delle cadute, la comunicazione con il team di cura, la gestione delle emergenze, l'igiene delle mani.
Sono documenti utili, ma hanno un limite: parlano di principi generali. Non dicono cosa fare quando quei principi vengono violati, quando l'assistenza non arriva, quando il paziente subisce un danno a domicilio. Ed è qui che entra il mio commento pratico.

I 10 consigli commentati
1. Ministero: "Conosci i tuoi farmaci." Il mio commento: non basta conoscerli. Devi avere una lista scritta, aggiornata, che porti con te a ogni visita e a ogni accesso in pronto soccorso. Il diario terapeutico che descrivo nella guida sull'uso sicuro dei farmaci a casa è lo strumento più semplice e più efficace. Se l'operatore domiciliare ti somministra un farmaco, deve documentarlo. Se non lo fa, annotalo tu.
2. Ministero: "Comunicaci le tue allergie." Il mio commento: ogni operatore sanitario che viene a casa tua deve sapere delle tue allergie. Non dare mai per scontato che l'informazione sia stata trasmessa da un collega. Le allergie devono essere scritte in un punto visibile, e ripetute a voce a ogni nuovo operatore.
3. Ministero: "Fai attenzione alle cadute." Il mio commento: "fai attenzione" non basta quando il rischio è strutturale. Elimina i tappeti, installa maniglioni in bagno, assicurati che l'illuminazione notturna sia adeguata, usa calzature chiuse e antiscivolo. Se il paziente cade e il servizio di assistenza domiciliare non aveva valutato il rischio né suggerito misure preventive, quello è un dato rilevante.
4. Ministero: "Igienizza le mani." Il mio commento: ogni operatore che entra in casa tua deve lavarsi le mani prima e dopo ogni prestazione. Ogni volta. Non parliamo di cortesia: è uno standard di sicurezza obbligatorio. Se non lo fa, puoi e devi farglielo presente. Se un'infezione correlata all'assistenza si sviluppa e l'igiene delle mani non è stata rispettata, c'è un problema documentabile.
5. Ministero: "Parla con il tuo medico di tutti i trattamenti che fai." Il mio commento: questo vale anche per integratori, prodotti erboristici, trattamenti non convenzionali. Ma vale soprattutto al contrario: il medico deve parlare con te. Se ti prescrive un nuovo farmaco senza verificare cosa stai già prendendo, la responsabilità della mancata verifica è sua.
6. Ministero: "Partecipa attivamente alle decisioni sulle tue cure." Il mio commento: partecipare significa essere informato. Se l'operatore domiciliare modifica una procedura senza spiegartela, chiedi il motivo. Se non ti viene consegnato il piano assistenziale scritto, richiedilo. È un tuo diritto, come spiego nella guida sui diritti del paziente a domicilio.
7. Ministero: "Segui le istruzioni per la cura delle ferite." Il mio commento: le istruzioni devono essere scritte e comprensibili. "Disinfetti la ferita" non è un'istruzione sufficiente. Con quale disinfettante, con quale frequenza, in che modo, con quali materiali. Se le istruzioni che hai ricevuto non sono chiare, chiedi una dimostrazione pratica prima della dimissione.
8. Ministero: "Segnala subito ogni cambiamento nelle tue condizioni." Il mio commento: segnalare è giusto, ma a chi? Devi avere un numero di telefono di riferimento per il servizio di assistenza domiciliare, disponibile 24 ore o con indicazione chiara degli orari. Se non ti è stato dato, chiedilo. Se lo hai e non risponde nessuno, documentalo.
9. Ministero: "Conserva i farmaci in modo corretto." Il mio commento: la conservazione è importante, ma il problema più frequente che vedo non è il farmaco scaduto nel cassetto, ma quello che è stato cambiato e quello vecchio è ancora lì, accanto a quello nuovo, e il paziente non sa più quale prendere. Quando la terapia cambia, togli fisicamente i farmaci sospesi dalla zona dove tieni quelli in uso.
10. Ministero: "Prepara un piano per le emergenze." Il mio commento: un piano di emergenza realistico prevede tre cose: i numeri da chiamare (118, medico di base, servizio ADI, familiare di riferimento), la documentazione medica accessibile (lista farmaci, lettera di dimissione, tessera sanitaria), e un percorso libero per l'eventuale accesso dei soccorritori. Questo va preparato il giorno della dimissione, non quando l'emergenza si verifica.
Il diario delle cure a domicilio
Il diario delle cure è uno strumento che consiglio a ogni famiglia che gestisce un paziente a domicilio. Non è diverso dal diario terapeutico per i farmaci: è un quaderno dove annotare giorno per giorno cosa è successo.
Data, ora, operatore che è venuto, cosa ha fatto, cosa ha detto, eventuali problemi. Se il paziente ha avuto un malessere, lo scrivi. Se l'operatore non si è presentato, lo scrivi. Se hai notato un arrossamento della pelle, lo scrivi con la data di quando l'hai visto la prima volta.
Questo diario ha un valore enorme in caso di problemi. Permette di ricostruire con precisione cosa è avvenuto, quando, e chi era responsabile. Nella mia esperienza, le famiglie che tengono un diario sono quelle che, in caso di evento avverso, hanno la base documentale più solida per un percorso di tutela.
Il diario delle cure in pratica
Per rendere concreto questo strumento, ecco un esempio reale di come si presenta un diario delle cure ben tenuto. Il caso è di una signora di 78 anni, dimessa dopo un intervento all'anca con attivazione del servizio ADI tre volte a settimana per medicazione della ferita chirurgica e fisioterapia.
Lunedi 10 marzo, ore 9:15 Infermiera: Rossana M. (operatrice della cooperativa X, incaricata dall'ASL). Prestazione: medicazione ferita anca destra. Ferita pulita, nessun segno di infezione. Utilizzata garza + soluzione fisiologica. Nessun farmaco somministrato. Note: l'operatrice ha consigliato di tenere la zona asciutta per le successive 24 ore. Annotato.
Mercoledi 12 marzo, ore 10:00 Nessun operatore si è presentato. Atteso fino alle 11:00. Chiamato il numero di riferimento ADI alle 11:15: risposto dopo tre tentativi. Comunicato che l'infermiera era assente per malattia e la sostituzione non era stata organizzata. Nessuna visita effettuata.
Giovedi 13 marzo, ore 15:30 Notato arrossamento attorno alla ferita, area di circa 2 cm. Temperatura cutanea aumentata al tatto. Fotografato con il cellulare (foto salvata con data automatica). Chiamato il medico di base: visita fissata per il giorno successivo.
Questo estratto mostra tre cose fondamentali. Primo, la tracciabilità delle prestazioni eseguite e di chi le ha eseguite. Secondo, la documentazione di una mancata erogazione del servizio, con ora, tentativo di contatto e risposta ricevuta. Terzo, l'annotazione precoce di un segnale clinico con data certa e riscontro fotografico.
Se quella signora avesse sviluppato un'infezione della ferita, quel diario avrebbe permesso di stabilire con precisione quando il servizio ha mancato l'accesso e quando il primo segno clinico è comparso. La correlazione tra inadempienza e danno non sarebbe stata un'ipotesi: sarebbe stata documentata pagina per pagina.
Un quaderno e una penna sono sufficienti. La disciplina nell'usarli fa la differenza.
Quando segnalare un problema
Non tutto quello che va storto nell'assistenza domiciliare è un evento segnalabile. Ma ci sono situazioni chiare.
Mancata erogazione del servizio. Se il piano assistenziale prevede una visita infermieristica tre volte a settimana e l'infermiere non si presenta, non chiamarlo inconveniente: è un'inadempienza. Documentala nel diario.
Errore nella somministrazione. Se l'operatore somministra il farmaco sbagliato, o il dosaggio sbagliato, o dimentica una somministrazione, è un errore di terapia che va segnalato alla struttura che eroga il servizio.
Lesione da decubito che si sviluppa. Se il paziente sviluppa una lesione e il piano di prevenzione non era stato attivato, o le mobilizzazioni previste non venivano effettuate, la responsabilità è della struttura.
Caduta durante l'assistenza. Se il paziente cade mentre è assistito dall'operatore, o durante una mobilizzazione mal eseguita, è un evento che va documentato e segnalato.
Per capire come costruire una segnalazione che abbia peso, leggi la guida su come fare una segnalazione efficace.
Cosa fare se qualcosa va storto
Se un evento avverso si verifica durante l'assistenza domiciliare, i passi da seguire sono gli stessi che per un evento in ospedale, con una differenza: a domicilio, la documentazione dipende in larga parte da te.
Primo: documenta l'evento. Data, ora, cosa è successo, chi era presente, chi è stato avvisato. Se possibile, fotografie (ad esempio di una lesione da decubito, o delle condizioni ambientali al momento di una caduta).
Secondo: richiedi la documentazione al servizio di assistenza domiciliare. Il piano assistenziale, il diario delle visite, le note degli operatori. Hai diritto a riceverli.
Terzo: non accettare spiegazioni informali. Se il servizio ti dice "capita, non è niente di grave", chiedi una risposta scritta.
Il percorso di tutela stragiudiziale per eventi avversi a domicilio segue le stesse fasi di quello per eventi ospedalieri. La responsabilità della struttura o del servizio che eroga l'assistenza è la stessa: contrattuale, ai sensi della Legge 24/2017. Cambia il luogo, non cambiano i diritti.
Per il contesto normativo completo sui diritti del paziente a domicilio, leggi la guida dedicata. Se il paziente è un anziano non autosufficiente, c'è anche una guida specifica sull'assistenza agli anziani che affronta le situazioni più delicate.
Franco Stefanini
Patrocinatore Stragiudiziale, esperto in responsabilità medica e risarcimenti per errori sanitari


